Il sito archeologico

Già la stima e la simpatia nei confronti del nostro paese all’estero sta rapidamente scemando; se poi mi ci metto anch’io, allora è finita.

Ad esempio la settimana scorsa, con gli amici inglesi della UCL, parlavamo del sistema scolastico inglese — il quale, per inciso, è tutt’altro che invidiabile. Ad un certo punto si sono messi a parlare delle divise scolastiche, che in UK sono molto diffuse, anche se non obbligatorie.

Per mostrarmi le divise che avevano portato, si collegano ai siti delle rispettive scuole superiori. Addirittura uno si collega anche a quello della sua scuola per l’infanzia. Ovviamente ognuno di questi siti era qualcosa a metà fra un portale e un sito vetrina — insomma molto puliti e professionali.

Al che io, preso da un’improvvisa quanto inspiegabile ispirazione, ho esclamato:

— Fate largo, ora vi faccio vedere il sito della mia scuola!

Sito al quale, per inciso, non mi collegavo da secoli.

Una prima ricerca ha dato come risultato una tristissima pagina senza neanche il dominio personalizzato. Presentarsi su internet con un URL che comincia con “ospitiweb” non è proprio la cosa più figa di questo mondo. Peggio ancora se detta pagina, fra l’altro di nettissima derivazione Web 1.0 se non peggio, presenta solo due link: uno al sito istituzionale del preside, che risulta inesistente; l’altro al blog degli studenti, che risulta chiuso.

Scavando meglio fra i risultati è uscito fuori che, dopotutto, un dominio la mia vecchia scuola ce l’ha. Stavolta va un po’ meglio. Nella home page campeggiano i simboli di ben quattro scuole, dato che, da quanto me ne sono andato io, il Liceo è stato accorpato in un polo scolastico. Solo uno di questi è cliccabile — quello del Liceo appunto — e porta ad una sottosezione dall’apparenza accettabile. Peccato solo che metà dei link della barra di navigazione portino a pagine vuote, ivi compresa quella, non proprio secondaria, dei contatti.

Comincio a temere che quando verranno a trovarmi qui, i miei amici inglesi mi porteranno, compassionevoli, qualche genere di prima necessità e qualche derrata alimentare.

7 commenti su “Il sito archeologico

  1. @Cristina: no no, tutto questo è successo a Londra quando ci sono stato un paio di settimane fa 🙂

    @Francesco: molto, molto peggio di quella che linki tu! Io i link non li ho messi perché non volevo essere offensivo nei confronti di chi l’ha realizzato, e cioè professori e personale, non professionisti del web, che ci si sono messi a tempo perso, di iniziativa personale. La critica, ovviamente, non è nei loro confronti.

    @gigilatrottola: me l’hanno detto, ma grazie della segnalazione precisa; in realtà la puntata l’ho vista ma solo la seconda metà.

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