L’autostima al tempo dei self comics

Una delle cose che mi sono piaciute di più in questa Lucca Comics 2008 è stata l’area self comics. Sono quasi commosso dalla quantità di persone che si dedicano, con grande passione, a questa forma espressiva poco riconosciuta e nella quale, fra l’altro, circolano relativamente pochi soldi.

È evidente poi che ci stiamo allontanando sempre di più dalle mura strette del fumetto di genere, in un’esplosione di stili e di tematiche sempre più vari.

Ecco i sentimenti spontaneamente suscitatisi in reazione a ciò:

Il dubbio

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5 commenti a “L’autostima al tempo dei self comics”

  1. G.S. dice:

    su su dave…
    è sempre la solita storia, dovevamo nascere 10 anni prima o 10 anni dopo,
    facciamocene una ragione e cerchiamo di trovare il nostro posto nella società…
    :)

  2. happy_emi dice:

    Oddio G.S. che fa il filosofo saggio?

    Cacchio dovevo nascere 10 anni prima…

  3. _dave_ dice:

    @GS: ma a volte mi viene il sospetto che la società abbia meno sedie che culi, come nel famoso gioco

  4. G.S. dice:

    ma la società HA meno sedie che culi…
    per fortuna gli approcci possibili sono due:
    1) considerare una suddivisione razionale delle sedie, magari con sistemi di schedulatura time-sharing, o contando su una multimensionalità dello spazio delle sedie, così da consentire una serie di minimi locali
    2) non arrendersi mai…

  5. _dave_ dice:

    oppure “una poltrona per due”. cioè, forse in due lo tiriamo fuori un fumetto? chessò, di due pagine?

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