The blur

Il paradosso dei blog è che a volte rischiano di restare muti proprio nei momenti più concitati. Ad esempio nelle ultime due settimane ne ho passate di cotte e di crude.

Per cominciare sono stato al mare con alcuni ex-compagni delle superiori per celebrare i dieci anni dall’esame di maturità. Dieci: vi risparmio le solite lagne sui trenta alle porte e il tempo che passa. In compenso, grazie al fatto di essermi perso nonostante una delle strade più facili che la cartografia abbia mai concepito, ho varato l’acquisto di un navigatore satellitare — acquisto che richiederà mesi e mesi di studio, ma quella è un’altra storia.

In secondo luogo, per gli stessi motivi che mi portano a guidare gru nei porti di mezza Italia, sono finito a presidiare uno stand presso una fiera di tecnologie nautiche, fra venditori di luci da interni per yacht e espositori di macchine pulisci-cozze. Queste ultime purtroppo risultano eccessivamente ingombranti per cui temo che dovrò continuare a fare affidamento su quelle del supermercato.

In seguito, il caso ha voluto che mi ritrovassi a Milano proprio la sera in cui, con gara-4, la Mens Sana Basket o Montepaschi Siena che dir si voglia poteva aggiudicarsi il terzo scudetto consecutivo. Ma soprattutto il caso ha voluto che l’impeccabile Tokai, che in quanto ad ospitalità ha solo da insegnare, mi proponesse sua sponte di assistere al big match — o meglio big massacr, visto il risultato finale.

In tribuna, circondato da tifosi della Armani Jeans, mi sono sentito a tratti come Massimo Boldi in quei film a episodi in cui si ritrova fatalmente nella curva della Roma da milanista.

Tutto ciò però impallidisce di fronte alla agghiacciante scoperta che faccio al momento di estrarre la macchina foto per immortalare la storica serata. Quella che per qualche secondo sembra essere una foto sovraesposta, si rivela invece essere, così per ride, un lcd schiantato:

R.I.P.

nonché, come se non bastasse, un sinistro deja vu di dolorosi eventi da poco superati:

C'eravamo tanto amati

In soldoni, vi consiglio di evitare di farmi maneggiare oggetti dotati di monitor a cristalli liquidi fino ad almeno tutto il 2009.

E poi: a distanza di due giorni, a orari del tutto diversi e in una coppia di giorni piuttosto inusuali, mi sono trovato in treno a sedermi di fronte alla stessa identica persona. Se era un segno del destino, però, non era un segno del destino eterosessuale, perché trattavasi di maschio — riconosciuto fra l’altro grazie al colore dell’iPod. Nanocromatico.

Infine, se mi consentite di aggiungere il solito lamento su trasporti & servizi, ho potuto constatare senza mezzi termini quanto faccia schifo la stazione di Genova Porta Principe, sotto ogni possibile aspetto. E non sono uno che usa la parola “schifo” tanto facilmente, sicché rendetevi conto.

ps – Ovviamente in qualsiasi ristorante mi sia capitato di andare in questo periodo, sono sempre stato sovrastato da enormi televisori accesi e sparati a tutto volume…

8 commenti su “The blur

  1. Caro Dave è stato un piacere averti mio ospite 🙂 Peccato che la partita non sia stata un pò più combattuta…Non ti ho ancora mandato le foto che ho fatto io. Lo faccio al più presto. Anche perchè (almeno di spalle) sono riuscito ad immortalare il famigerato supporter della Armani che imprecava ogni due per tre!

    Quanto allo schifo della stazione i Genova. E’ la stessa cosa che penso io tutte le volte che ci vado. E poi il fastidio dei monitor con le pubblicità a ciclo continuo in aeroporto e (come in questo caso) nelle “grandi stazioni” è una cosa da voltastomaco!
    Meglio in Danimarca dove, per non disturbare i passeggeri in attesa, non fanno nemmeno gli annunci!

  2. @Sera: aspé quale tempesta? mi sono perso. Per il navigatore sì, avendo anch’esso uno schermo lcd sarà meglio aspettare…

    @Tokai: le file di monitor sincronizzati fanno tanto visione distopica futuristica, stile Blade Runner o Minority Report. Il massimo l’ho raggiunto a Roma Termini qualche mese fa: sui monitor si alternava una pubblicità di un sindacato, che chiamava ad una manifestazione, ed una pubblicità del governo… Atroce!

  3. Credevo ti fossi sentito come Pippo Franco quando doveva fare da sponda dalla curva laziale a quella romanista in un film di cui non ricordo il nome (in una aveva i genitori nell’altra i futuri suoceri mi pare :D)

  4. @Sera: sì sì, gran bel film, ora ho capito il riferimento 🙂 Sì in effetti a volte mi sembra di fare questo effetto sugli apparati elettronici, specie sulle reti wireless 😉

    @happy_emi: happy, già è dura ritrovarsi nei panni di Massimo Boldi, non aggiungiamoci anche Pippo Franco 😉

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