It’s zone one, baby!

Ci sono tre differenti partizioni geografiche in uso correntemente a Londra.

La prima è quella in boroughs, che potremmo tradurre con quartieri o meglio con circoscrizioni visto che sono piuttosto grossi e hanno una loro autonomia amministrativa. Io ad esempio sto in Camden, al confine con Islington, mentre la gran parte di quello che viene considerato centro è in Westminster.

Ci sono poi i codici postali. Sono composti da due parti. La prima è il postal district, identificato dall’iniziale di un punto cardinale seguita da un numero — io ad esempio abito in N1. Questa parte è comoda perché ti dà a botta un’idea di dove si trovi un posto. Insomma, se un cinema è in SW11 so già che è lontano, senza neanche stare a cercarlo sulla cartina.

La seconda parte del codice, invece, è una sigla alfanumerica di tre lettere che individua i luoghi con una precisione sconcertante. Per dire, se cercate WC1E 6BT su Google Maps vi trovate la freccia puntata proprio sopra la UCL.

Infine, c’è la divisione in zone tariffarie dei trasporti pubblici. Si tratta di nove zone concentriche, sempre più grosse man mano che ci si allontana dal centro. La zona è un’informazione molto preziosa quando si cerca casa: i costi e i tempi per raggiungere la zona 1 cambiano non poco se si è in zona 2 o 3, e le zone dalla 4 in poi, per dire, le avevo escluse a priori.

D’altrocanto, più ci si avvicina alla zona 1, più crescono i costi, e non solo d’affitto.

A questo proposito, la prima volta che sono andato al supermercato vicino casa, per un attimo mi sono chiesto se mi ricordavo bene il cambio euro/sterlina. Tutto mi sembrava caro in maniera allucinante.

Mi sono sentito meno solo quando una signora vagamente somigliante a Oprah Winfrey, perplessa di fronte al settore dentifrici, ferma con gesto mellifluo un inserviente e gli chiede: “Senta, giovanotto, ma non c’è un dentifricio a basso costo qui?”

Il tizio, spiazzato dalla domanda, mormora qualcosa del tipo “signora, questo è tutto quello che abbiamo”. Ma lei insiste: “Hm, ma questa catena non dice sempre di avere i prezzi più bassi? E ora che ci penso, al di là del dentifricio: com’è che è tutto così caro qui?”

Al che l’inserviente sospira, allarga le braccia e sentenzia: “It’s zone one, lady!”

6 commenti su “It’s zone one, baby!

  1. Bhè, visto che domani ho una Letteratura Italiana, a me 9 (multiplo di 3) zone concentriche + sistema numerico che ti dice di preciso dove sei + sconcerto = mi fa venire in mente qualcosa di ben più vecchio…

    hint: è diviso in terzine numerate

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