Spigolature aeree

Una donna ne spoglia un’altra, un indumento per volta. Prima il giacchetto, poi gli stivali. Poi è la volta della cintura. Alla fine la avvicina a sé e comincia a toccarla. Prima le braccia, poi il busto, poi anche le gambe.

Scene tratte da un film osé? No, ordinaria amministrazione al controllo sicurezza. Ma c’è anche chi ha piacere ad assistervi, dopo mezz’ora di fila in piedi.

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Per qualche motivo che non mi è del tutto chiaro, la composizione degli aerei tende a polarizzarsi: i passeggeri o sono quasi tutti italiani o quasi tutti inglesi. Del primo caso è facile accorgersi appena arrivati al gate, per la quantità e le dimensioni degli occhiali da sole presenti, entrambe abnormi. Anche il clima da gita scolastica dice qualcosa.

Per i meno attenti basta attendere l’atterraggio: se il numero di italiani presenti supera una certa soglia critica, parte l’applauso scrosciante per il pilota.

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La Ryanair non assegna i posti a sedere ma chi fa il check in online entra nell’aereo col primo gruppo. È facile allora ottenere un posto con le giuste caratteristiche — nel mio caso un posto lato finestrino davanti all’ala che altrimenti para la visuale.

Però il rischio è alto: chi si siederà accanto a te? La terribile famiglia col bambino? La coppia chiacchierona? Il gruppo di italiani chiassosi non lo temo tanto perché si mettono in fondo come si faceva a scuola.

L’ideale è trovare un posto libero contornato da persone che stanno già leggendo. Leggermente più rischioso è scegliere la fila che ha già il posto lato corridoio occupato: con un po’ di fortuna non si siederà nessuno in mezzo e poi, anche se dovesse accadere, sarà probabilmente un viaggiatore solitario.

Una volta ci si è piazzato una specie di culturista: ho dovuto fare tutto il viaggio storto. Battaglia persa… ma la guerra continua!

7 commenti su “Spigolature aeree

  1. Per la prossima volta che verro’ a Londra comprero’ prima biancheria nuova, non vorrei si notasse che uso mutande sfilacciate…

  2. sono molto tentata di fare una ricerca per sapere se esista un’altra cultura dove si faccia l’applauso al pilota. Spagnoli? Forse? Brasiliani? Ho na mezza idea che abbia a che fare con la “latinità” e la penetrazione cuturale dei reality show.

  3. @happy_emi: come dice Giobbe Covatta, le mutande in ottimo stato le devi sempre avere perchè se esci per strada e ti investe un trattore….

    Questa cosa mi ricorda quando siamo andati in America. Siamo stati perquisiti così affondo che per poco non mi hanno fatto togliere i pantaloni! Però quello che mi ha perquisito era un nero con i guanti e “toccava” con il dorso della mano. Che non si pensasse che ci stava provando…
    Le ragazze invece le perquisiva una donna….

    Per quanto riguarda l’applauso. Secondo me più che da quanti italiani ci sono sull’aereo, dipende da quante persone del sud viaggiano! E’ una cosa che ho notato sui voli nazionali…Anche se devo dire che questa abitudine (almeno per la mia esperienza) si sta estinguendo (per fortuna!) 😀

  4. per la mia, di esperienze, non dipende dal fatto di essere del nord o del sud: l’importante è essere italiani

    inoltre, non tanto gli spagnoli, quanto i portoghesi: quelli sì che farebbero sballare l’applausometro!

  5. Io spesso m’incollo dal check-in in poi alla tipica “coppia british di mezza età: magri, vestiti casual e con romanzo sotto braccio”. Lei siederà lato finestrino e il marito nel posto centrale (ma talvolta anche viceversa).

    Essendo magri e vestiti al naturale saranno salutisti e quindi non prenderanno schifezze da mangiare; essendo di mezza età non amoreggeranno pesantemente nei seggiolini; essendo british non saranno rumorosi; e avendo un romanzo sotto braccio si dedicheranno alla lettura per tutto il viaggio.

  6. Pensa che la (lurida) WizzAir vuole farti pagare un supplemento per darti il posto sull’uscita di emergenza, simpaticamente chiamato extra legroom o anche “meno crampi”.

  7. @happy_emi: tranquillo, in genere si fermano prima…

    @cristina: mi sembra più plausibile la latinità della penetrazione culturale dei reality show… quest’ultima è tristemente forte anche in UK. Noi popoli del sud invece continuiamo a vivere una istintiva diffidenza nei confronti della tecnologia, per la quale il pilota è una sorta di santone che compie un miracolo ogni volta che vola!

    @annalisa: è che ormai gli spagnoli sono avanti…

    @elisa: è vero, ho trascurato il problema del cibo… ma in genere sulla Ryan siamo tutti un po’ pezzenti per cui di persone che mangiano ce ne sono sempre poche.

    @walter: bel tentativo! Però io quel posto lì lo evito comunque: vero che stai più largo, ma non ti fanno tenere il bagaglio a mano sotto il sedile e la vista è peggiore.

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