Bailando la salsa: il passo avanti

Ecco, fra le cose che non avrei mai pensato di fare in questi sei mesi, c’era quella di partecipare ad una lezione di salsa.

In un pub.

Dentro un mercato, fra l’altro.

Chiuso, per giunta.

Ok, la faccenda acquista un pizzico di senso in più se specifico che il mercato era il Camden Lock, e che detto Lock ospita nel suo bel mezzo questo locale cubano (The Cuban, per l’appunto) che resta aperto anche quando le bancarelle e le botteghe più amate dai fricchettoni (nonché da me) hanno già chiuso.

The Cuban

Il giovedì, poi, a quanto pare, è serata di salsa. Quando sono arrivato il locale sembrava ancora un normale pub, tant’è che ho pensato di aver sbagliato posto. Poi, all’improvviso, il volume della musica si è alzato, tutti si sono allineati e io, col bicchiere di birra ancora in mano, mi sono trovato in mezzo a svariate file di persone che cercavano di seguire un istruttore assolutamente invisibile, lontano diversi strati di folla.

Questo attimo di pura follia si è poi un po’ stemperato quando la gente è stata divisa in tre cerchi: principiante, intermedio e avanzato. L’istruttore, dall’aspetto più sudatizzo che latino, era simpatico ma viaggiava abbastanza; alla fine, per stare sempre a guardarlo, ho rimediato più un discreto torcicollo che una conoscenza dei rudimenti della salsa.

Nonostante i miei sforzi, però, non sono riuscito a diventare lo zimbello dell’intero locale, ma solo del mio gruppo di amici: il che è già un passo avanti.

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