Archivio di novembre 2008

Reazioni scarne

domenica 23 novembre 2008

Il consumo di carne pone delle questioni etiche non da poco, relative alla sofferenza degli animali e allo spreco di risorse naturali.

Oddio, chi ha avuto la sfortuna di vedermi mangiare carne stenterà a riconoscere dietro quella voracità animalesca — che poco ha a che vedere con la civilizzazione umana in generale — una lacerazione filosofica. Fatto sta che nutro una certa ammirazione nei confronti dei vegetariani.

Fino a poco tempo fa credevo che il vero sforzo di essere vegetariani fosse nella continua attenzione che va rivolta agli ingredienti di ogni cosa. Non basta evitare i piatti con la parola “carne” dentro, devi controllare anche lo snack apparentemente innocuo che ti prendi il pomeriggio alle macchinette.

Ultimamente, invece, mi è capitato di mangiare ogni tanto col mio amico R., vegetariano, e ho capito che la vera difficoltà è il tritamento di maroni che tutti i commensali ritengono doveroso propinare a chi pratica questo stile di vita.

Se uno è un fan di Gigi D’Alessio può tranquillamente nasconderlo e anche far finta di apprezzare altra musica in pubblico. Ne so qualcosa, anche se non relativamente al mitico Gigi.

Se invece sei vegetariano questo tuo aspetto esce fuori per forza durante la cena.

— Ehi, con questo tuo modo di fare ci stai forse accusando di una supposta inferiorità morale?

— Pensi che, a parte il cibo, le cose che usi tutti i giorni siano tutte ottenute senza sofferenze animali?

— Chi ti dice che la carota non soffra ad essere estratta dal terreno?

E così via. Ho notato però che R. ha affinato la sacra arte di non reagire, lasciando che siano gli altri a scannarsi e limitandosi a sorridere di tanto in tanto agli interlocutori con sguardo un po’ assente. Sospetto che nasconda un ipod fra i capelli.

Anche di questo so qualcosa.

L’autostima al tempo dei self comics

domenica 16 novembre 2008

Una delle cose che mi sono piaciute di più in questa Lucca Comics 2008 è stata l’area self comics. Sono quasi commosso dalla quantità di persone che si dedicano, con grande passione, a questa forma espressiva poco riconosciuta e nella quale, fra l’altro, circolano relativamente pochi soldi.

È evidente poi che ci stiamo allontanando sempre di più dalle mura strette del fumetto di genere, in un’esplosione di stili e di tematiche sempre più vari.

Ecco i sentimenti spontaneamente suscitatisi in reazione a ciò:

Il dubbio

Nemo profeta in Lucca

domenica 9 novembre 2008

Avevano detto: ma perché non prendiamo i biglietti in prevendita? E io: ma no, ma no, da quando la fanno in città la fila è al massimo cinque minuti.

Avevano detto: arriviamo alla stazione con largo anticipo? E io: ma no, ma no, l’anno scorso abbiamo trovato posto anche all’ultimo minuto, il treno è lungo.

Peccato che quest’anno il ponte cascasse male (leggi: non c’era), e che sabato primo novembre fossero pure chiuse le scuole.

Ebbene: giunti alla stazione abbiamo assistito a scene simili a queste, solo con più gente vestita da Naruto. Mai visto un intero treno pieno quanto un autobus all’ora di punta, con spazio a malapena sufficiente per chiudere le porte.

A Lucca invece, ce la siamo cavati con 40 minuti di coda. Fortuna che l’atmosfera festante della manifestazione ha contagiato anche i miei amici che hanno rinunciato ad affogarmi nel fango.

Per il resto, la solita sfacchinata che ti fa tornare la sera a casa con: una paccata di fumetti autografati; un enorme mal di testa; un sonno mostruoso; un portafogli più leggero dell’elio.

(Le foto sono di Tokai, mi ero dimenticato la macchina foto…)

Da vedere anche: la canzoncina di Lucca Comics & Games (di due anni fa ma sempre attuale), le foto ospitate da Giorgia (cosplayer di fama), le foto su flickr.

Cose che si dicono ad Amsterdam

domenica 2 novembre 2008

— Ammazza quanto è grande Schiphol. Se vai a vedere è grande quanto Pisa. Dopo l’atterraggio, i piloti devono guidare l’aereo a terra per un buon quarto d’ora.

— Minchia che freddo!

— Se leggi un cartello in francese o tedesco, con un pizzico di fantasia capisci più o meno cosa dice. Se leggi un cartello in olandese, fai fatica a capire di che si sta parlando.

— Poi dicono che a Londra piove siempre.

— Notevole la quantità di ragazze che anche di sera, sfrecciano in sella alle loro bici ostentando sicumera. In generale si capisce che questo è un paese dove la parità fra i sessi non è un miraggio. È inevitabile chiedersi quale sia il rapporto fra questa emancipazione e il riconoscimento esplicito della prostituzione.

— A proposito di bici: se calpesti un attimo la pista ciclabile, immediati senti in lontananza astiosi scampanellii. A quel punto è bene togliersi subito di mezzo. Un po’ per rispettare le regole e non fare l’italiano, un po’ per avere salva la vita — visto che, per principio, non si fanno scrupoli a travolgerti.

— Ma come, è già tempo di ripartire?