Reazioni scarne

Il consumo di carne pone delle questioni etiche non da poco, relative alla sofferenza degli animali e allo spreco di risorse naturali.

Oddio, chi ha avuto la sfortuna di vedermi mangiare carne stenterà a riconoscere dietro quella voracità animalesca — che poco ha a che vedere con la civilizzazione umana in generale — una lacerazione filosofica. Fatto sta che nutro una certa ammirazione nei confronti dei vegetariani.

Fino a poco tempo fa credevo che il vero sforzo di essere vegetariani fosse nella continua attenzione che va rivolta agli ingredienti di ogni cosa. Non basta evitare i piatti con la parola “carne” dentro, devi controllare anche lo snack apparentemente innocuo che ti prendi il pomeriggio alle macchinette.

Ultimamente, invece, mi è capitato di mangiare ogni tanto col mio amico R., vegetariano, e ho capito che la vera difficoltà è il tritamento di maroni che tutti i commensali ritengono doveroso propinare a chi pratica questo stile di vita.

Se uno è un fan di Gigi D’Alessio può tranquillamente nasconderlo e anche far finta di apprezzare altra musica in pubblico. Ne so qualcosa, anche se non relativamente al mitico Gigi.

Se invece sei vegetariano questo tuo aspetto esce fuori per forza durante la cena.

— Ehi, con questo tuo modo di fare ci stai forse accusando di una supposta inferiorità morale?

— Pensi che, a parte il cibo, le cose che usi tutti i giorni siano tutte ottenute senza sofferenze animali?

— Chi ti dice che la carota non soffra ad essere estratta dal terreno?

E così via. Ho notato però che R. ha affinato la sacra arte di non reagire, lasciando che siano gli altri a scannarsi e limitandosi a sorridere di tanto in tanto agli interlocutori con sguardo un po’ assente. Sospetto che nasconda un ipod fra i capelli.

Anche di questo so qualcosa.

14 commenti su “Reazioni scarne

  1. Non dirgli mai di come è stato bello quella notte al mare…

    Essere vegetariano è una gran cosa.
    Meno sofferenze, animali e umane.
    Meno malattie.
    Meno guerre.
    La colpa però in fondo è proprio del maiale, che è troppo buono per non essere mangiato… e citando un antico busone (nonché i rush) “I can try to resist anything but tentations”.

  2. la carne e’ buona.
    l’uomo e’ un’onnivoro.

    dai 25 anni in su la carne rossa praticamente non serve piu’ al corpo umano, e un suo consumo eccessivo aumenta la propabilita’ di insurgenza di tumori.

    il pesce ci vuole.
    le uova sono il nettare di dio.

    ora,
    ci vuole misura.

    Il problema dal mio punto di vista e’ che, come con le sigarette, quello che diventa abitudine fa male. Necessitiamo davvero di allevare e macellare milioni di macchine da metano la cui qualita’ e’ sempre piu’ scarsa e il cui impatto ambientale sempre piu’ devastante? Per poi trovarci a masticare una roba callosa che erutta liquidi in fase di cottura? Nop.

    Occhio a quello che si compra, tutto qua.
    Non comprare carne rossa, che tanto fa cagare (e fa male), a meno che non ne hai voglia e hai un macellaio di fiducia.

    Le uova, occhio al primo numero sul timbro. Se e’ 0, allora quelle cazzo di galline campano abbastanza bene, e 40 cent in piu’ non e’ poi granche’.

    Il pesce, beh… quello e’ un casino. Vedi puntata di report a riguardo.

    I vegani, quelli mi stanno sul cazzo alquanto. Il loro concetto di uovo e’ parallelo a quello del papa sugli embrioni. Allora non bevete le fialette di minerali stronzi e morite.

    Aneddoto: mi trovavo ad amsterdam in ricerca di casa e sotto colloqui, due tre anni fa.
    Mi nutrivo una volta al giorno dal surinamense in warmoestraat. Dopo 3-4 giorni incontro una vecchia amica che mi invita a cena. Penso “Evvai almeno stasera un piatto di pasta non me lo toglie nessuno”. Arrivo a casa sua e mi dice che si e’ convertita al RAW FOOD, cioe’ non mangia nulla che sia stato cotto in una qualsiasi fase di produzione o preparazione.
    Cioe’, bando agli equivoci, quelle stronzatine di verdure crude e semi e chissacchealtro erano anche gustose. Ma per saziarmi ne avrei dovuto mangiare un paio di chili e chissa’ quanto avrei cagato dopo. Fanculo te e il raw food.

    In definitiva, EAT LOCAL, THINK GLOBAL (e questo perche’ che cazzo mica posso sopportare di mangiare aringhe e crocchette senza farvi la predica!!!)

  3. Io per fortuna mi sono già sfogato a fare tutte queste domanda ad un’amica vegetariana integralista tanti e tanti anni or sono. Quindi non ho più bisogno di molestare il povero R.
    Al tempo stesso la sua imperturbabilità mi sembra agisca come uno stimolo ai molestatori: vedendolo così tranquillo, vien voglia di rompergli un po’ i coglioni per vederlo finalmente gridare “ma saranno cazzi miei cosa mangio?!?”. E lui niente, sorride, china il capo sui suoi pallidi ravanelli.
    Oppure, cosa che richiede anche maggior forza d’animo, china il capo e sorride sul piatto vuotissimo mentre attorno la gente prende il bis di arrosto.

  4. Io ho visto macellare un po’ tutti gli animali: galline, piccioni, conigli, maiali e agnelli. Li vedevo nascere, crescere, morire e finire sulla mia tavola.

    Quando mi prendono attacchi di sensibilità, ripenso a quando ero piccola e quel ciclo della vita mi sembrava molto naturale. Solo il capretto fu traumatico, anche per i lamenti della madre nei giorni successivi: infatti se posso evito di mangiare cuccioli, e di trovarmi vicino casa quando i vicini li ammazzano. 🙁

    La macellazione industriale è indubbiamente più alienante: a tratti mi trovo a osservare con rapimento e raccapriccio il banco della macelleria della coop. In particolare mi turbano le cosce di pollo, vassoi di plastica pieni di cosce di pollo, 6 cosce tutti insieme: mi viene una vertigine, talvolta, e mi chiedo se era un pollo a 6 zampe, o 6 polli a una zampa. E soprattutto dov’è finito il resto del pollo.

    Vabbe’.

  5. @Francesco: due bisteccazze chiaramente. (Grazie per la stella!)

    @lookdown: effettivamente il maiale ha le sue colpe.

    @ostelinus: scusa non ho sentito, avevo l’ipod acceso…

    @gianluca: un consumo moderato di carne unita ad una produzione ecosostenibile anche a me sembra decisamente accettabile. Ma forse, chissà, fra 200 anni questa visione sarà ritenuta orrendamente retrograda: in fondo anche avere gli schiavi era comodo, a suo tempo.

    @gigilatrottola: ehi, conosco quel surinamese! sono anni che cerco di tornarci, ma ogni volta che vado ad Amsterdam mi trovo sempre in compagnie poco aperte nei confronti della cucina etnica. E vabeh. Sul pesce: lo adoro, quindi cercherò di evitarmi quella puntata di Report…

    @Walter: in effetti sì, il paradosso è che quell’atteggiamento invita la provocazione. Comunque la scena del cameriere che, presolo per uno straniero, tentava di infilargli a forza la carne nel piatto esprimendosi a gesti e versi gutturali resta impagabile.

    @elisa: ho letto di alcuni studi secondo i quali i bambini delle elementari al giorno d’oggi si figurano veramente il pollo come animale a sei zampe…

    @GS: per non parlare di questi giovani che si fregano la musica sull’internet!

  6. Questo post mi ha fatto tornare in mente le salsicce alla brace che fa mia madre, nel caminetto di casa… 🙁 condite con delle patate arrosto o “al coppo” come le chiamiamo noi (consiste nel metterle nel caminetto sotto ad un coperchio di pentola rovesciato).

    Detto questo sono solidale con i vegetariani perche’ spesso mi tocca sentire la stessa identica trafila riguardo il pesce (che non mangio perche’ non mi piace il loro sapore troppo forte). “Ma come fai a non mangiare pesce?” “ma non sai che ti perdi!” “ma dai se devi portare a cena una ragazza come fai?” “ma provalo nel ristorante X, lo fanno benissimo”.

    Devo iniziare a fare come R. anche io.

  7. D’altro canto un vegetariano può sempre permettersi di dire cose come “lo sai cosa usano per fare quegli hamburger/ hot dog in realtà, vero?”

  8. @happy_emi: devi però farti crescere un po’ i capelli.

    @Cristina: è vero, ma in queste discussioni da tavola oltre alla dialettica conta molto anche la semplice superiorità numerica.

  9. grazie dave!! anche io ormai sono rassegnata, la domanda è “perchè tutti si sentono in diritto di giudicare quello che decido di mangiare?” altruismo?!?! mbah ne dubito!

    oh un po’ tardi ma ho scoperto il tuo blog!

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