Archivio del 2010

Sessanta Settanta

lunedì 22 marzo 2010

Amarezza

Porgiamo l’estremo saluto a quel cellulare che mi accompagna fin dall’inizio del blog: to date, di gran lunga il mio acquisto con miglior rapporto soddisfazione/tempo-impiegato-a-decidere.

Cose fastidiose / 3

lunedì 15 marzo 2010

Ante a scorrimento

Gioie e dolori degli armadi con le ante a scorrimento. Nel complesso si sfruttano meglio gli spazi ma vanno usati una persona per volta.

Come ti giri e come ti volti

domenica 7 marzo 2010

Come ti giri e come ti volti

Per strada, nella metro, sugli autobus. A pranzo, a cena, al caffè. Come mamma Apple l’ha fatto o protetto da improbabili involucri colorati. L’iPhone è veramente ovunque! Davvero un successo che ha dell’incredibile.

La smaterializzazione della high street inglese

giovedì 4 marzo 2010

A volte qualcuno dall’Italia mi chiede se e quanto si senta la crisi economica da queste parti. Nel complesso direi che nella vita di tutti i giorni, ora come ora, non si avverte molto; poi certo, se uno vuole andarsi a cercare i segnali non deve faticare per trovarli. Ad esempio la stagione dei saldi è durata tantissimo, con i negozi erano stracolmi sia di gente che di merce invenduta.

Più drammatiche, però, si stanno rivelando le chiusure di molte catene che facevano ormai parte del panorama della high street inglese, come già avevo accennato. L’anno scorso era stata la volta di Woolworths, una sorta di Upim d’oltremanica, scomparsa di schianto portandosi dietro quasi mille punti vendita (e decine di migliaia di dipendenti). È di poche settimane fa, invece, la dipartita della catena di librerie Borders.

Borders

A Borders ero particolarmente affezionato perché quando ero stato a Cambridge per la tesi era in pratica l’unico negozio che restava aperto dopo le cinque, concedendomi un po’ di rifugio alla fine delle giornate passate in laboratorio. Col tempo però era degenerata e non sapeva più di niente, era diventata la tipica libreria tamarra che non ha un minimo criterio nella presentazione e fa solo sconti a casaccio.

Anche la catena di articoli sportivi Sports World, che sicuramente avrà presente chiunque si sia fatto una girata per Oxford Street, sembra che stia per chiudere.

Sports World

Dico sembra perché a dire il vero sono svariati mesi che si presenta con quest’aria di smobilitazione, ma alla fine è sempre lì.

Tutte queste chiusure però hanno in comune un interessante tratto: i relativi marchi sopravvivono online. Forse quella che stiamo vedendo all’opera in questi anni nelle vie commerciali non è soltanto la crisi ma anche la definitiva maturazione del commercio online. Non a caso, mentre i negozi stringevano i denti per reggere l’urto di un Natale a cinghia tirata, Amazon si godeva beatamente un successo senza precedenti.

Io personalmente faccio la maggior parte degli acquisti non alimentari su internet da svariati anni ormai e mi sono sempre trovato benissimo. Non credo che torneremo indietro — specie nei paesi in cui le spedizioni funzionano. Spiace solo che in centro resteranno, a Londra come a Pisa, soltanto negozi di vestiti.

Manchester in nove foto poco rappresentative

venerdì 26 febbraio 2010

Frammenti pseudocasuali di un weekend al di fuori dei confini londinesi, a trovare in extremis l’ormai ex-collega Peppuzzinellicchio in procinto di rientrare nello Stivale dopo sei mesi vessuti pericolosamente in quel di Manchester.