Lo stakeholder della palestra sotto casa

“E c’è anche la palestra sotto casa!” avevamo detto all’unisono al momento di elencare tutti i vantaggi della nuova abitazione — glissando ovviamente sul fatto che a noi, le palestre, non ci sono mai andate tanto a genio.

Il nuovo anno, però, insieme alla minaccia dei trent’anni e all’eredità della panza da cenone, ha portato un’improvvisa curiosità di andare a dare un’occhiata.

A dire il vero non avevamo grandi aspettative, forse per via del fatto che l’ingresso ha un’apparenza un po’ dimessa. Invece saliamo le scale e… basiti, ci rendiamo conto che quell’orrenda specie di hangar sormontata da condizionatori, di cui abbiamo delle diapositive qui e qui, è interamente occupata dalla palestra stessa. Addirittura contiene una piscina coperta! Sale, macchinari, corsi offerti, anche il bar: tutto sembra iper-professionale. Cominciamo a prendere sul serio l’ipotesi di frequentarla.

Ma il rovescio della medaglia si presenta immediatamente sotto forma di junior manager che, dotato di brava cartellina, comincia a interrogarci sugli obiettivi che ci siamo prefissati e sui risultati che vogliamo ottenere. Ci presenta un prospetto con vari profili di frequentatori: hanno nomi come performance, sono molto result oriented — e in generale si insiste molto sul discorso della perdita di peso. Una timida iconcina con un cuore, affiancata dalla parola health, ha tutta l’aria di sentirsi molto sola.

Cavoli, non ho voluto fare il consulente per non avere a che fare continuamente con questo linguaggio corporate che sopporto a fatica… ma niente: i target e le review (la palestra fa anche quelle periodicamente) mi inseguono; mancano la quality e il value e poi siamo tutti.

Come se non bastasse attuano pure una sales strategy parecchio aggressiva. Non contenti di chiedere un’iscrizione annuale, mettono fretta usando l’arma di fantomatiche promozioni con scadenza imminente, e arrivano anche a chiamarmi al telefono più volte.

Vorrei potervi dire che non mi sono arreso ma la verità è che il fisico minato da anni passati seduto alla scrivania me l’ha chiesto come favore. E quindi ora, da un paio di settimane — ci credereste? — sveglia presto e palestra mattutina. Non lo dico per vantarmi bensì come strumento motivazionale: allargo la platea con cui fare la figura di merda quando, fra pochi giorni, mi comincerà a calare bruscamente la voglia di andarci!

7 commenti su “Lo stakeholder della palestra sotto casa

  1. Infatti a me il junior manager aveva messo ansia già al 3 minuto di conversazione, quando aveva pronunciato per la quinta volta la parola “brilliant”.

  2. Eh i consulenti sono tutti venditori di fumo, l’ho sempre detto 😛

    Comunque è così ora anche in Italia: almeno nella palestra a Pisa due anni fa mi fecero un colloquio, chiedendomi quali fossero i miei obiettivi al fine di pianificare la mia iscrizione che, sicuramente, avrei effettuato per i due anni successivi. Mi fecero anche giurare che si sarei andato nonostante la pigrizia 😀
    Chiaro, a Pisa la palestra era ben più dimessa e l’istruttrice meno preparata con le buzzword (forse perché era un’istruttrice che si improvvisava rivenditrice, invece che una persona pagata apposta).

    Comunque era un’occasione per fingervi ignoranti: “sorri, ai dont spik inglish, ai giast uont tu ran e littol”, ma forse lo avreste depresso fino al suicidio 😀

  3. Vai che ti fa bene!! Più che per il fisico, per lo stress… io la trovo un’ottima valvola di sfogo. Buona musica nelle orecchie e una bella sudata ti cambiano la giornata!

  4. Io aspetto che apra la sfavillante palestra vicino al lavoro. Costerà un botto ma in comode rate si potrà pagare la quota annuale…Alla fine questo sistema è adottato un pò da tutti. Con l’abbonamento annuale risparmi sulla quota mensile anche se paghi parecchio “in una botta sola” dovendo pagare tutto l’anno….e così ti senti anche “in colpa” se non ci vai, visto che ormai i soldi li hai spesi 🙂

    Comunque io non credo che andrò mai di mattina prima di andare al lavoro…già faccio fatica ad aprire la porta del bagno! 😀

  5. @happy_emi: in fondo sei stato tu a convincermi ad andare in palestra la prima volta, in quel breve periodo virtuoso che ci era preso quando siamo stati, per poco, nella stessa casa 🙂

    @Gianluca: vero, infatti così inizio la giornata di buonumore!

    @Cristina: no, ma un giorno si potrebbe aprire il capitolo “personal trainer” 😉

    @Tokai: sì ma qui la quota mensile non c’era proprio, è questo l’assurdo! Per quanto riguarda l’orario, sono contentissimo di questa pensata, anzi mi sveglio proprio per bene e non mi intacco i pomeriggi; e poi il pomeriggio uno è già stanco e la voglia di non andare sarebbe ancora maggiore.

    Cmq per la cronaca siamo alla terza settimana e pure l’istruttore si è meravigliato della mia costanza… finora 😉

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