Dream within a dream

Sto guardando l’anteprima di una nuova serie televisiva. Le puntate sono quotidiane, come una soap opera, ma ogni settimana cambia ambientazione.

La prima settimana è una sorta di sitcom piuttosto piatta.

Nella seconda settimana i protagonisti sono delle specie di condor. Questo ciclo di puntate comincia con un lunghissimo piano sequenza che segue il percorso di un fiume dalla sorgente a valle, dal punto di vista del condor in volo.

Sono completamente immerso nella scena, le immagini sono vividissime, sento il vento sulla pelle. La sensazione è galvanizzante. Mi guardo intorno sghignazzando. La telecamera passa in mezzo agli alberi, continua il suo volo, io penso: “Ammazza, che fico ‘sto telefilm!”

Dopo tantissimo tempo si arriva finalmente a valle. Mi sveglio.

Mi trovo in un letto posto nel mezzo di una enorme fumetteria. La cosa mi pare curiosa ma non assurda. Penso: “Era solo un sogno, ma il telefilm lo fanno davvero!”

Poi mi sveglio di nuovo, stavolta a casa mia. Penso: “Che figata questo sogno! Il telefilm però mi sa che non lo fanno…”

◊ ♦ ◊

Il mio pusher di fiducia mi ha intimato di comprare un gioco che effettivamente mi piace molto.

Per curiosità mi collego ad un server multigiocatore a caso. Il gioco è famoso per il suo non essere realistico, ma qui mi ritrovo completamente immerso in un’ambientazione assolutamente indistinguibile dalla realtà.

Mi muovo in uno scenario desolante. I griefer, ovvero i giocatori vandali, hanno messo a ferro e fuoco tutto. Restano solo macerie. Ma non sono spaventato, so che è solo un gioco. Per dire, ci sono anche delle specie di mostruosi fantasmi fossilizzati che io, per pura curiosità, raccolgo e mi porto dietro per un pezzo, niente affatto impressionato.

(Obiettivamente, questo non è da me.)

Ad un certo punto arrivo in un’area intatta, dove sorge una specie di piccolo centro commerciale in cui trovo anche altre persone.

C’è una coppia che sta facendo una passeggiata mano nella mano e parlotta fitto. Penso: “ma è posto questo dove venire a fare un’uscita romantica?”

Giro per i negozi. Sono colpito dal realismo di tutta la simulazione. Mi chiedo cosa accadrebbe se comprassi qualcosa. Mi verrebbe recapitato a casa nella realtà? Sono tentato dal fare un acquisto.

Sono sempre più colpito da quanto è vivido ciò che vedo. Mi chiedo cosa succederebbe se toccassi un muro. Allungo una mano e la premo sulla parete. La sento ben solida sotto il palmo. Assolutamente credibile. Mi tornano in mente le parole di Leonardo Di Caprio in Inception: “È il tuo cervello che te lo fa sembrare reale”.

Quando poi mi sono svegliato, l’idea di aver fatto una considerazione simile in un sogno, mi è parsa involontariamente ironica e tragicamente comica.

5 commenti su “Dream within a dream

  1. Vedo che i premi per Inception (meritatissimi) ti hanno condizionato a tal punto che ormai sei diventato il sogno di te stesso! 😀

  2. @elisa: è vero, ma infatti è incredibile, non li ho mai fatti per trent’anni, e ora due nel giro di pochissimo…

    @G.S.: nel campo dei videogiochi sì. Per il resto, se accetti le premesse, sono fra i sogni più lucidi mai fatti nella storia dell’umanità!

    @Tokai: o quello oppure è il troppo teriyaki… 😉

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