Il barista in canottiera

venerdì 5 febbraio 2010

Qualche giorno fa, uscito dal lavoro, mi sono incontrato con un amico che, velocemente di passaggio da Londra, voleva farsi una giratina in zona centrale. Visto l’orario e il contesto, ci è parsa d’uopo la puntata al pub.

“In che pub andiamo?”

“Boh, qui a Soho ce ne sono tanti… scegliamone uno a caso” rispondo io con nonchalance.

Per l’appunto ne scegliamo uno a caso, in cui non ero mai stato; entriamo, e ci mettiamo in fila al bancone.

“Ma questo barista… in canottiera…” fa lui dopo un po’, perplesso.

“Eh sì, da queste parti hanno sempre caldo”, rispondo io, distrattamente. Poi mi giro verso il bancone e lo vedo, il barista: fisico palestrato, aveva una specie di maglietta completamente aperta sui fianchi, leggermente ambigua. Vedo anche l’altro barista: un ragazzo al contrario longilineo, quasi efebico, anche lui non certo il solito oste da pub.

Mi giro lentamente intorno e… sì, tutti uomini. Di mezza età per giunta.

“Beh”, sentenzio, birra in mano: “anche questa è una tipica esperienza londinese.”

E due

sabato 30 gennaio 2010

Two years

Tea lovers

mercoledì 27 gennaio 2010

Tea Lovers

Per la serie “persone che assomigliano a cose”: il riferimento è ad una pubblicità progresso contro gli sprechi di cibo, che vede varie persone le cui capigliature ricordano quelle dei cibi da loro amati. Fra i migliori spiccano l’agnello, la pasta, ma soprattutto il mitologico uomo patata.

Lo slogan si riferisce ad una curiosa e — lo ammetto — tardiva scoperta. La premessa è che sia io che Elisa beviamo molto tè, tipicamente con un po’ di succo di limone e dosi più (io) o meno (lei) abbondanti di miele. Il vero cultore in genere inorridisce, sostenendo che vada bevuto scuro; tuttavia riconosce il miele come accettabile compromesso, tollerando tutto al più lo zucchero di canna e decisamente scuotendo la testa di fronte allo zucchero bianco.

Fast forward to 2010, ed eccomi in un ufficio di patiti del tè. Ogni tanto si alza qualcuno, prende un vassoio, ritira le mug da ogni scrivania, e dopo qualche minuto torna con le tazze fumanti. Ebbene: il primo giorno, quando varie persone nel corso della giornata mi hanno chiesto come lo volevo e ho risposto “col miele”, tutti mi hanno restituito uno sguardo assai perplesso, e in finale sono stato preso per una persona curiosamente eccentrica. Non ho neanche avuto cuore di tirare in ballo il limone onestamente.

Insomma la scoperta è che qui, a quanto pare, il tè si beve solo ed esclusivamente col latte — cosa che mi turba alquanto. Prima o poi proverò anch’io — ammesso che nel frattempo non smetta proprio, perché qua in questo vortice di tazze che vanno e vengono, nonché in questo susseguirsi di pranzi cinesi/giapponesi, il mio consumo comincia a vertere sul versante dell’abuso!

Cronache dal nuovo mondo

lunedì 11 gennaio 2010

E quindi, ridendo e scherzando, ho già passato una settimana al mio nuovo lavoro.

Che dire? In ordine sparso: sono finito in un covo di supergeek, mi hanno dato una scrivania bella larga con due monitor e una sedia come il dio dell’ergonomia comanda, usiamo Linux, le comunicazioni avvengono tramite newsgroup interni stile Usenet, siamo al confine fra Chinatown e Soho (la zona dei teatri o il quartiere a luci rosse, come preferite voi), il pranzo settimanale del dipartimento si tiene da un giapponese, c’è una cucina piena di materiale per farsi cereali e toast vari tutto il giorno, passando per i corridoi brillano nel buio immagini in lavorazione di film che vedranno le sale fra svariati mesi.

Mi rendo conto che per alcuni questo scenario potrebbe sembrare da incubo, ma per me… cosa volere di più?? La settimana si è addirittura conclusa con la serata beer & pizza che, a quanto pare, si tiene ogni primo venerdì del mese. La gente poi è tutta abbastanza giovane, in fondo l’azienda ha meno di dieci anni anche se conta già più di 700 dipendenti

Poi sicuramente verranno i momenti più duri e, si sa, non saranno tutte rose e fiori — questo l’ho già messo in conto. Ma per il momento ho deciso di godermi questa piccola luna di miele.

Unica nota dolente della settimana: i trasporti. Eh sì, finita la vita dell’uomo privo di orari, ho assaggiato il dramma della metro nell’ora di punta: vedersi passare davanti treni su treni tutti pieni zeppi e alla fine riuscire a entrare in uno solo spalmandosi a mo’ di sottiletta sulla massa umana già presente. La mia segreta speranza è che questa follia fosse esacerbata dalla neve — alle prossime settimane l’ardua sentenza.

White Befanas

mercoledì 6 gennaio 2010

Anche se in Uk la Befana non si festeggia, stamattina abbiamo comunque avuto un’epifania:

Sorpresa non era, giacché i giornali da giorni titolano morigeratamente “EXTREME WEATHER WARNING”, giacché anche qui i trasporti soffrono abbastanza il maltempo. Alla fine invece oggi si è viaggiato abbastanza tranquillamente. Volevo aggiungere delle foto da central London ma lì — nonostante ore di fiocchi di neve grossi come palline di polistirolo — non ha attecchito.

PS – Gli scoiattoli stanno bene, li abbiamo visti rincorrersi nella neve, ma non ho fatto in tempo a fotografarli, argh!