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	<title>dave.kerid.org &#187; musica</title>
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	<description>il blog dello zio _dave_</description>
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		<title>L&#8217;insopportabile gruppo di supporto</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 00:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
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		<description><![CDATA[È facile sparare a zero sull&#8217;arte contemporanea, talmente facile che è uno sport che non mi ha mai appassionato &#8212; anche perché in genere sfocia molto facilmente in una compiaciuta autoassoluzione della propria ignoranza, condita da abbondanti dosi di banalità e luoghi comuni. E fra l&#8217;altro, se uno si volta indietro, vede che raramente la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È facile <strong>sparare a zero sull&#8217;arte contemporanea</strong>, talmente facile che è uno sport che non mi ha mai appassionato &#8212; anche perché in genere sfocia molto facilmente in una <strong>compiaciuta autoassoluzione</strong> della propria ignoranza, condita da abbondanti dosi di banalità e luoghi comuni. E fra l&#8217;altro, se uno si volta indietro, vede che <strong>raramente</strong> la storia ha dato ragione a questo atteggiamento.</p>
<p>Ciò detto, qualche sera fa mi sono incontrato col vecchio amico Curi, compagno di <a href="http://dave.kerid.org/2008/02/lanno-del-ratto" target="_blank">tante avventure</a>, in un <a href="http://www.cafeoto.co.uk/" target="_blank">simpatico localino</a> a nord di <a href="http://maps.google.co.uk/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=E8+3DL&amp;ie=UTF8&amp;ll=51.546826,-0.074768&amp;spn=0.005191,0.013915&amp;z=17&amp;layer=c&amp;cbll=51.546826,-0.074768&amp;panoid=urTaH02diDQyo2uneQlirw&amp;cbp=12,15.4,,0,1.32" target="_blank">Shoreditch</a>, specializzato in musica dal vivo. Il <a href="http://www.cafeoto.co.uk/programme.shtm">programma</a> del mese aveva una certa propensione per la musica di improvvisazione, mentre la serata presentava nella fattispecie <a href="http://www.cafeoto.co.uk/programme/MANUELMOTA.shtm" target="_blank">due chitarristi portoghesi</a> &#8212; per cui mi aspettavo un qualcosa di simile al jazz, condito con tanti begli <strong>assoli virtuosistici</strong> di chitarra.</p>
<p>A cominciare c&#8217;era invece una sorta di gruppo di supporto, composto da <strong>un sassofonista e due specie di tecnici del suono</strong> che armeggiavano alle sue spalle su due consolle. L&#8217;idea di cominciare con un po&#8217; di sassofono non mi dispiaceva, devo dire la verità. Questa serata di musica dal vivo <strong>si presentava proprio bene</strong>.</p>
<p>Quando il gruppo comincia, però, ci deve essere <strong>qualche problema</strong> con l&#8217;audio perché si sente<strong> un bruttissimo fischio</strong>. Qualche cavo mal collegato, forse? L&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Larsen" target="_blank">effetto Larsen</a>? Uno dei tizi alle spalle del sassofonista comincia ad accendere e spegnere di tanto in tanto <strong>una lampada da cantiere</strong>. Immagino che sia imbarazzato per via del fischio che non riesce ad eliminare, e che nella penombra non riesca a vedere bene dove sta mettendo le mani.</p>
<p>Ad un certo punto, dopo un bel po&#8217; di tempo che questa storia va avanti, <strong>in balia di atroci sospetti</strong> rinuncio alla mia dignità e mi giro verso il Curi chiedendo: &#8220;&#8230; ma è già iniziato?&#8221;</p>
<p>La flemmatica risposta è: &#8220;Penso di sì.&#8221;</p>
<p>Con tutto che mi piace molto la musica elettronica, quei fischi erano <strong>veramente sgradevoli</strong> per gli orecchi, nonché prossimi alla soglia del dolore. Dopo poco ho cominciato a sperare che il sassofonista cominciasse presto a suonare. Ma, come dice l&#8217;adagio: attenti a ciò che si desidera, perché potrebbe avverarsi. Quando comincia, infatti, prende ad emettere dei suoni molto lunghi e ripetitivi, come la sirena di una nave.</p>
<p>Dopo un po&#8217; comincio a chiedermi cosa pensi di tutto ciò <strong>il mio compagno di sventura</strong>, quando questi, come se avesse avvertito telepaticamente la mia curiosità, si gira e mi fa: &#8220;Se qualcuno applaude, <strong>lo uccido</strong>.&#8221; Un commento che non lasciava adito a molti dubbi.</p>
<p>Con nostra sorpresa, però, alla fine saranno <strong>applausi scroscianti</strong>. Di approvazione, forse &#8212; o forse, come nel mio caso, <strong>di sollievo</strong>&#8230; che l&#8217;incubo fosse finito.</p>
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		<title>Qualcosa è cambiato</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 09:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Vita pisana]]></category>
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		<description><![CDATA[È successo verso la fine della mia permanenza a Londra. Sarà stato che mi capitava spesso di passare per Denmark Street, con tutti quei negozi di musica uno dopo l&#8217;altro; quel sottile piacere di guardare la gente mentre prova, o di scoprire nuovi strumenti sbirciando fra le vetrine. Sarà stato che Guitar Hero e Rock [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È successo verso la fine della mia permanenza a Londra.</p>
<p>Sarà stato che mi capitava spesso di passare per <a href="http://www.denmarkstreetonline.co.uk/" target="_blank">Denmark Street</a>, con tutti <strong>quei negozi di musica uno dopo l&#8217;altro</strong>; quel sottile piacere di guardare la gente mentre prova, o di scoprire <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Resonator_guitar" target="_blank">nuovi strumenti</a> sbirciando fra le vetrine.</p>
<p>Sarà stato che <a href="http://www.guitarhero.com/" target="_blank">Guitar Hero</a> e <a href="http://www.rockband.com/" target="_blank">Rock Band</a> spuntavano fuori <a href="http://dave.kerid.org/2008/08/fai-festa-e-poi-party" target="_blank">in ogni party</a> ed in ogni negozio.</p>
<p>Sarà stato il mio collega Harsha, che mi ha fatto capire che <strong>si può essere appassionati senza essere per forza dei virtuosi</strong>.</p>
<p>Sarà stato il terzo piano di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Foyles" target="_blank">Foyles</a>, con tutti quei libri che mi hanno fatto <strong>appassionare di nuovo alla teoria musicale</strong>, dirimendo dei dubbi che mi portavo dietro da anni.</p>
<p>Sarà stato che ho scoperto <strong>quanto poco costano ormai gli strumenti musicali</strong> per chi non ha particolari pretese.</p>
<p>Sarà stato che essere conscio dei propri limiti è una gran cosa, ma <strong>mi sono stufato</strong> di dare per scontato che tutto ciò che richieda coordinazione psicomotoria mi debba essere precluso perché &#8220;sono imbranato&#8221;.</p>
<p>Sarà stata quell&#8217;improvvisa e <strong>inebriante sensazione di libertà</strong> che ho provato. Quando sei piccolo, con tutta l&#8217;apertura mentale e la buona volontà dei genitori, dei maestri, della scuola, sei comunque soggetto a molte influenze esterne, e non è facile avere la lucidità di trovare la propria strada nel mondo della musica.</p>
<p>Cosa sia stato di preciso non so, ma ho cominciato a maturare questa decisione. Per non muovermi impulsivamente, ho portato su una vecchia tastiera e una chitarra acustica che girava per casa, ho preso a strimpellare e leggiucchiare. E alla fine <strong>il momento è arrivato</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-309" href="http://dave.kerid.org/2008/12/qualcosa-e-cambiato/la_mia_chitarra"><img class="size-medium wp-image-309 aligncenter" title="La mia chitarra elettrica" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/12/la_mia_chitarra-225x300.jpg" alt="La mia chitarra elettrica" width="225" height="300" /></a></p>
<p><strong>Ringrazio i miei per il regalo</strong>: anche l&#8217;occasione mi pare simbolicamente adatta, a significare che anche ora che gli anni stanno piano piano cominciando ad accumularsi, non mancheranno e non dovranno mancare in futuro <strong>nuove cose da imparare</strong>, nuove avventure, nuovi mondi in cui tuffarsi.</p>
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