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The Silentiator

domenica 3 maggio 2009

Soggetto per un film horror. Nella speranza di vederlo realizzato prima possibile, cedo i diritti gratuitamente al primo produttore che me li chiede.

Siamo all’inizio di un lungo viaggio in treno. Una comitiva di otto persone composta in egual misura da adulti e bambini schiamazza rumorosamente, facendo largo uso di voci acute, risate, occasionali pianti e dispositivi elettronici.

Poco dopo la partenza il capotreno porge i suoi saluti ai passeggeri via interfono. Quando si raccomandanda di ridurre il volume della suoneria dei cellulari e di parlare a voce bassa, viene ricoperto da sberleffi e pernacchie dalla suddetta comitiva.

Qui il pubblico comincia a temere che qualcosa di brutto stia per succedere.

All’improvviso, infatti, si spengono le luci nella carrozza. Non si vede più nulla, ma si possono sentire, fra i lamenti sul servizio di Trenitalia e i vari “siamo in Italia” che si levano da più parti, dei sinistri passi zoppiccanti.

Tap, tap. Tap, tap. Tap, tap.

Tutti ammutoliscono. Tutti tranne la nostra comitiva, che continua a schiamazzare e a provare le suonerie dei cellulari, forti dei loro schermi retroilluminati.

I passi zoppicanti sono sempre più vicini… tap, tap… la tensione è alle stelle… tap, tap… chi sarà mai? Ma è..

il Silenziatore! Il Controllore Zombie Mutante che gira i treni obliterando la lingua di chi fa confusione!

Segue una scena estremamente splatter dove nessuno viene risparmiato, purtroppo neanche i bambini.

Il massacro viene temporaneamente interrotto al raggiungimento della prima stazione, dove il Silenziatore accende educatamente la luce e si fa urbanamente da parte per far scendere i passeggeri superstiti, in un continuo scambio di “Grazie”, “Mi scusi”, “Si figuri”, “Non c’è di che”.

Il film prosegue con varie scene del genere, dove il Silenziatore compare all’improvviso massacrando ora quello che salta la fila alle Poste, ora quello che getta la gomma a terra, ora quello che non si ferma sulle strisce — in generale insegnando le buone maniere di una volta finché la popolazione non si riduce di circa due terzi.

Nonostante l’atroce cruenza del film, se ne consiglia la visione anche ad un pubblico di minorenni, meglio se impressionabili.

Cose fastidiose / 1

venerdì 10 ottobre 2008

Dico io, ci vorrebbe tanto a mettere un sistema di chiusura rallentata per i cassonetti dell’immondizia?

Quel piacevole sbuffo di decomposizione

Almeno su quelli per la raccolta dell’organico… suvvia!

N€ologismi

venerdì 3 ottobre 2008

L’arrivo dell’euro ci ha impoveriti: infatti la nostra lingua si è improvvisamente vista privare dell’uso di frasi popolarissime come “non ho una lira“, mentre dire di qualcosa che costa “l’ira di Dio” non ha più quella fantastica ambiguità che aveva prima — e che mi ha tratto in inganno per una buona ventina d’anni.

Fortunatamente è sempre possibile invertire questa tendenza. Di seguito il mio modesto contributo.

Neuro

Si usa per indicare una spesa folle. Esempio (tratto dalla realtà):

— La settimana scorsa ho fatto la revisione della macchina, e ho dovuto sborsare duecento neuro!

Alternativamente si può usare per esprimere pessimismo:

— Che ne pensi della crisi economica in atto?
— Vedo neuro.

Zeuro

In questi tempi dinamici, iperattivi, frenetici, dove il tempo scarseggia e i fatti dicono più di mille parole, zeuro è la netta, concisa e diretta alternativa al vecchio, noioso e interminabile “non c’ho una lira”:

— Ehi! Esci stasera? Si pensava di trovarci sul tardi per un birrozzo, poi s’andava a cena fuori, poi dopo magari potevamo andare in un locale, o al bowling. Che ne dici?
— Zeuro.

Veuro

Talvolta è necessario trovare un modo particolarmente espressivo per esprimere incredulità nei confronti di un prezzo particolarmente vantaggioso:

— Hai visto? Vendono una tv lcd a 42” 1920×1090 full hd hdmi support contrasto 500:1 tempo di risposta 5ms con tuner digitale terrestre incluso e porta telecomando in pelle di culo in regalo a solo 799 carte!
— Ma veuro?!