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	<title>dave.kerid.org &#187; ristoranti</title>
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	<description>il blog dello zio _dave_</description>
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		<title>La nascita del caffè rosso</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 23:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la sorpresa tipica dell&#8217;italiano abituato ad una concezione puramente artigianale della ristorazione, ho scoperto che possono esistere catene di ristoranti che &#8212; invece di farti sentire parte di una catena di montaggio alimentare &#8212; riescono ad offrire cibo tutto sommato dignitoso in un&#8217;atmosfera piacevole. Uno di questi posti è la catena di bistrot francesizzanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la sorpresa tipica dell&#8217;italiano abituato ad una concezione <strong>puramente artigianale</strong> della ristorazione, ho scoperto che possono esistere  catene di ristoranti che &#8212; invece di farti sentire parte di una <strong>catena di montaggio alimentare</strong> &#8212; riescono ad offrire cibo tutto sommato dignitoso in un&#8217;atmosfera piacevole.</p>
<p>Uno di questi posti è la catena di <strong>bistrot francesizzanti</strong> Café Rouge, con i suoi locali inevitabilmente tappezzati di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Steinlein-chatnoir.jpg" target="_blank">Chat Noir</a>, con decine di piccole lampade che fanno molto &#8220;locale raccolto&#8221; e coi muri pieni di stencil e di occasionali scritte che riportano <strong>motti o massime innocue</strong> per rinfrancar lo spirito fra una portata e l&#8217;altra. Quando sei fuori dalle tue zone e ti assale quell&#8217;improvvisa voglia di <em>croque madame</em>, quelle vetrofanie dorate fra gli infissi rossi appaiono in genere come <strong>un miraggio all&#8217;orizzonte</strong>.</p>
<p>Ho assistito negli ultimi tempi alla nascita di <strong>una nuova filiale</strong> vicino alla metro di Leicester Square. Di mattina in mattina, ho visto gli operai prima intonacare, poi installare un bancone, poi mettere i vetri <strong>con lo scotch sopra messo a X</strong>, e via dicendo. Poi è stata la volta dell&#8217;insegna, poi delle già citate scritte sul vetro.</p>
<p>Poi un giorno, all&#8217;improvviso, il posto era <strong>sbocciato come un fiore</strong>. Il grigiore del cantiere non c&#8217;era più &#8212; sulle pareti ora giallo paglierino  erano arrivate le lampade, si erano accasati gli <em>chat noir</em>, erano comparse le scritte&#8230; Ma erano stati sempre loro, <strong>gli operai</strong>, a metterceli.</p>
<p>Confesso che ci sono rimasto un po&#8217; male. Certo, lo sai bene che sono arredati <strong>tutti allo stesso modo</strong>, che i poster comunque ti arrivano <strong>dalla sede centrale</strong>, che le lampade sono state comprate all&#8217;ingrosso e riposano in un <strong>enorme hangar</strong> in qualche area industriale, pronte a partire verso la prossima apertura di filiale a bordo di <strong>tir polverosi</strong> e per nulla <em>bohémienne</em>. Ma immaginavo lo stesso che ci fosse un po&#8217; di <strong>margine di manovra</strong>, che il caponegozio potesse decidere se il poster tale piazzarlo lì e se il paralume metterlo in un modo o nell&#8217;altro.</p>
<p>Il giorno dopo, seduti sparsi per il locale <strong>come una scolaresca in gita</strong>, il plotone dei nuovi camerieri, <strong>in borghese</strong>, ascoltava le direzioni del caposala. Attraverso il vetro ho percepito un pochino, nonostante la prospettiva <strong>decisamente diversa</strong>,  quell&#8217;eccitazione tipica del <strong>primo giorno di scuola</strong>.</p>
<p>Il giorno dopo ancora, i camerieri erano vestiti di tutto punto e <strong>già all&#8217;opera</strong>, mentre ai tavoli erano già seduti gli ultimi tasselli del mosaico: <strong>i clienti</strong>. E per un attimo anche loro mi sono sembrati <strong>messi lì dagli operai</strong>.</p>
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		<title>Il ritratto della felicità</title>
		<link>http://dave.kerid.org/2009/07/il-ritratto-della-felicita</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 23:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
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		<description><![CDATA[A volte basta così poco: Lo zio _dave_ consiglia: Baozi Inn, a Chinatown.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte basta così poco:</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-492" href="http://dave.kerid.org/2009/07/il-ritratto-della-felicita/happiness"><img class="size-medium wp-image-492 aligncenter" title="La quiete prima della tempesta" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2009/07/happiness-225x300.jpg" alt="La quiete prima della tempesta" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Lo zio _dave_ consiglia: <a title="nonostante le customer review niente affatto tenere" href="http://www.timeout.com/london/restaurants/reviews/13356.html" target="_blank">Baozi Inn</a>, a <a href="http://maps.google.co.uk/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=WC2H+7JS&amp;ie=UTF8&amp;ll=51.511948,-0.129561&amp;spn=0.01039,0.027831&amp;t=h&amp;z=16&amp;layer=c&amp;cbll=51.512025,-0.129571&amp;panoid=FgP-rkEKglEuDkfHz1AEeA&amp;cbp=12,103.13,,0,5.35" target="_blank">Chinatown</a>.</p>
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		<title>The blur</title>
		<link>http://dave.kerid.org/2009/06/the-blur</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 01:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[In viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il paradosso dei blog è che a volte rischiano di restare muti proprio nei momenti più concitati. Ad esempio nelle ultime due settimane ne ho passate di cotte e di crude. Per cominciare sono stato al mare con alcuni ex-compagni delle superiori per celebrare i dieci anni dall&#8217;esame di maturità. Dieci: vi risparmio le solite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il paradosso dei blog</strong> è che a volte rischiano di restare muti proprio nei momenti più concitati. Ad esempio nelle ultime due settimane ne ho passate <strong>di cotte e di crude</strong>.</p>
<p>Per cominciare sono stato al mare con alcuni ex-compagni delle superiori per celebrare <strong>i dieci anni dall&#8217;esame di maturità</strong>. Dieci: vi risparmio le solite lagne sui <strong>trenta alle porte</strong> e il tempo che passa. In compenso, grazie al fatto di essermi perso nonostante una delle strade più facili che la cartografia abbia mai concepito, ho varato <strong>l&#8217;acquisto di un navigatore satellitare</strong> &#8212; acquisto che richiederà mesi e mesi di studio, ma quella è un&#8217;altra storia.</p>
<p>In secondo luogo, per gli stessi motivi che mi portano a <a href="http://dave.kerid.org/2009/04/io-novello-chichibio" target="_blank">guidare gru nei porti di mezza Italia</a>, sono finito a presidiare uno stand presso <strong>una fiera di tecnologie nautiche</strong>, fra venditori di luci da interni per yacht e espositori di macchine pulisci-cozze. Queste ultime purtroppo risultano <strong>eccessivamente ingombranti</strong> per cui temo che dovrò continuare a fare affidamento su quelle del supermercato.</p>
<p>In seguito, il caso ha voluto che mi ritrovassi a Milano proprio la sera in cui, con gara-4, la <a href="http://www.menssanabasket.it/" target="_blank">Mens Sana Basket</a> o <strong>Montepaschi Siena</strong> che dir si voglia poteva aggiudicarsi <strong>il terzo scudetto consecutivo</strong>. Ma soprattutto il caso ha voluto che <strong>l&#8217;impeccabile Tokai</strong>, che in quanto ad ospitalità ha solo da insegnare, mi proponesse <em>sua sponte</em> di assistere al <em>big match</em> &#8212; o meglio <em>big massacr</em>, visto <a href="http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Italia/16-06-2009/siena-mostruosa-terzo-50538608769.shtml" target="_blank">il risultato finale</a>.</p>
<p>In tribuna, circondato da tifosi della <a href="http://www.olimpiamilano.com/" target="_blank">Armani Jeans</a>, mi sono sentito a tratti <strong>come Massimo Boldi</strong> in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_d%27Italia_(film)#Carlo" target="_blank">quei</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tifosi#Milan-Roma" target="_blank">film</a> a episodi in cui si ritrova fatalmente nella curva della Roma da milanista.</p>
<p>Tutto ciò però impallidisce di fronte alla <strong>agghiacciante scoperta</strong> che faccio al momento di estrarre la macchina foto per immortalare la storica serata. Quella che per qualche secondo sembra essere una foto sovraesposta, si rivela invece essere, <em>così per ride</em>, <strong>un lcd schiantato</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-477" href="http://dave.kerid.org/2009/06/the-blur/rip"><img class="size-medium wp-image-477 aligncenter" title="R.I.P." src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2009/06/rip-300x225.jpg" alt="Non sei venuto malaccio in questa, via" width="300" height="225" /></a></p>
<p>nonché, come se non bastasse, un sinistro <em>deja vu</em> di dolorosi eventi da poco superati:</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-478" href="http://dave.kerid.org/2009/06/the-blur/rrrischio"><img class="size-medium wp-image-478 aligncenter" title="C'eravamo tanto amati" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2009/06/rrrischio-300x225.jpg" alt="C'eravamo tanto amati" width="300" height="225" /></a></p>
<p>In soldoni, vi consiglio di evitare di farmi maneggiare oggetti dotati di monitor a cristalli liquidi fino <strong>ad almeno tutto il 2009</strong>.</p>
<p>E poi: a distanza di due giorni, a orari del tutto diversi e in una coppia di giorni piuttosto inusuali, mi sono trovato in treno a sedermi di fronte <strong>alla stessa identica persona</strong>. Se era un segno del destino, però, <strong>non era un segno del destino eterosessuale</strong>, perché trattavasi di maschio &#8212; riconosciuto fra l&#8217;altro grazie al colore dell&#8217;iPod. <a href="http://www.apple.com/it/ipodnano/" target="_blank">Nanocromatico</a>.</p>
<p>Infine, se mi consentite di aggiungere il solito lamento su trasporti &amp; servizi, ho potuto constatare senza mezzi termini <strong>quanto faccia schifo</strong> la stazione di Genova Porta Principe, sotto ogni possibile aspetto. E non sono uno che usa la parola &#8220;schifo&#8221; tanto facilmente, sicché <strong>rendetevi conto</strong>.</p>
<p>ps &#8211; Ovviamente in qualsiasi ristorante mi sia capitato di andare in questo periodo, sono sempre stato sovrastato da <a href="http://dave.kerid.org/2009/06/lettera-aperta-allamico-ristoratore" target="_blank">enormi televisori accesi</a> e sparati a tutto volume&#8230;</p>
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		<title>Lettera aperta all&#8217;amico Ristoratore</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 21:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro amico Ristoratore, tu sai che il rapporto che ci lega da tempo immemore, lungi dall&#8217;esaurirsi nel mero scambio di cibo con denaro, si articola in una profonda stima e simpatia reciproca. Ad esempio io, da parte mia, prenoto col nome vero; disdico la prenotazione se non vengo; rispetto i tuoi camerieri; in bagno faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro amico Ristoratore,</p>
<p>tu sai che il rapporto che ci lega da tempo immemore, lungi dall&#8217;esaurirsi nel <strong>mero scambio</strong> di cibo con denaro, si articola in una profonda stima e <strong>simpatia reciproca</strong>.</p>
<p>Ad esempio io, da parte mia, prenoto col <strong>nome vero</strong>; <strong>disdico</strong> la prenotazione se non vengo; <strong>rispetto</strong> i tuoi camerieri; in bagno faccio del mio meglio per <strong>centrare la tazza</strong>; e se sono soddisfatto del cibo ci tengo a <strong>fartelo sapere</strong>.</p>
<p>(C&#8217;è chi maligna su una mia presunta <strong>manella tirata</strong> al momento di lasciare mance &#8212; ma lasciamo stare, penso che tu riconosca che situazioni diverse richiedono comportamenti diversi.)</p>
<p>Tu, per contro, non ti limiti a fornirmi quel cibo che contribuisce a sostenere la mia vita e ad allargare il mio giro-vita. Eh no! Tu fai del tuo meglio per regalarmi <strong>un&#8217;esperienza</strong>, un&#8217;atmosfera. Ci metti quel qualcosa in più che <strong>mi fa uscire felice di casa</strong>, che mi fa pregustare con aria sognante la cena e la compagnia dei miei amici o dei miei cari.</p>
<p>Ecco. È proprio su questo punto, mio caro amico Risoratore, che <strong>ti invito a riflettere</strong>.</p>
<p>Ultimamente, a tavola, mi capita di parlare con <strong>persone imbabolate</strong>, ipnotizzate, che si distraggono facilmente e rispondono a monosillabi. Io stesso, talvolta, faccio come loro.</p>
<p>Oppure mi tocca sentire <strong>gente che litiga</strong>, o vedere <strong>giornalisti untuosi</strong> che presentano i loro ospiti. Due fra le cose che più mi <strong>irritano</strong> al mondo.</p>
<p>In altre parole, amico Ristoratore: <strong>&#8230;come cazzo ti è venuto di mettere la tv in sala?!</strong></p>
<p>Capisco che un tuo cliente voglia vedersi con la coda dell&#8217;occhio la finale di Champions League, e guarda: <strong>arrivo a capire</strong> anche che uno voglia vedersi la serata finale del Festival di Sanremo!</p>
<p>Ma sinceramente <strong>non riesco a credere</strong> che ci sia qualcuno che non riesce a perdersi, per dire, una puntata della trasmissione sui record, e trovi anzi piacere a mangiare mentre sullo schermo scorrono le immagini di <strong>persone ricoperte di scarafaggi</strong>, tanto per dirne una.</p>
<p>E se esiste gente così, <strong>che se ne resti a casa</strong>!</p>
<p>&#8230; e se non vogliono restarsene a casa loro, vorrà dire che <strong>ci resterò io</strong>.</p>
<p>Tuo,</p>
<p>Buona Forchetta</p>
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		<title>Take it easy</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 23:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
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		<description><![CDATA[Visita al castello di Windsor, usciamo tardi e affamati, piove a dirotto. Sì, febbraio era meglio di luglio, da questo punto di vista &#8212; ma lasciamo perdere. Nel paesino, turistico ma carino, troviamo questo simpatico posto che sfida le mie precarie conoscenze di statica. Tuttavia decidiamo di non sfidare la mia precaria fiducia nella statica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visita al castello di Windsor, usciamo tardi e affamati, piove a dirotto. Sì, <strong>febbraio era meglio di luglio</strong>, da questo punto di vista &#8212; ma lasciamo perdere.</p>
<p>Nel paesino, turistico ma carino, troviamo questo <a href="http://www.crooked-house.com/" target="_blank">simpatico posto</a> che sfida le mie precarie conoscenze di statica.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-138" href="http://dave.kerid.org/2008/07/take-it-easy/crooked_house/"><img class="alignnone size-medium wp-image-138 aligncenter" title="Crooked House" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/07/crooked_house-225x300.jpg" alt="Crooked House" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Tuttavia decidiamo di non sfidare la mia precaria <em>fiducia</em> nella statica e, percorrendo quella che si dichiara fieramente &#8220;la strada più corta del Regno Unito&#8221;, ci infiliamo in un altrettanto simpatico pub.</p>
<p>Si mangia, si beve, si ride. Ad un certo punto la pioggia aumenta e all&#8217;improvviso sento uno scroscio alle mie spalle. Pensavo che fosse <strong>una diligente grondaia</strong> nell&#8217;atto di indirizzare un fiotto d&#8217;acqua torrenziale in strada. Invece era sì un fiotto, però dentro il locale, fra l&#8217;altro infiltrato dal piano di sopra.</p>
<p>Mi precipito ad avvertire i rubicondi baristi che, divertìti, mi degnano a malapena di una risata. Uno, per curiosità, si affaccia dal bancone per vedere la cosa, gustandosela con <strong>un bel sorrisone goduto</strong>.</p>
<p>Nel frattempo il fiotto <strong>irrora violentemente</strong> il sedile di pelle, il tavolo, la moquette. Schizzi dappertutto. Un gruppo di avventori seduti in quel preciso punto se ne era andato per caso pochi minuti prima.</p>
<p>Da una parte questo atteggiamento rilassato nei confronti della mala sorte e del danno materiale lo condivido, <strong>la vita è breve</strong> e non vale la pena farsi venire il sangue acido per così poco. Però ecco, se poi il pub comincia a pendere di trenta gradi verso la strada, io non ci torno, tutto qui!</p>
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		<title>Eat &amp; Pret</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 00:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle cose che la vita mi ha insegnato è: diffida da religioni, ristoranti e romanzi provvisti di marchio registrato. È per questo, immagino, che sulle prime guardavo con scetticismo la catena di paninoteche Eat., i cui punti vendita sono pressoché ovunque in UK. Certo, è difficile restare impassibili di fronte alla genialità del branding: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose che la vita mi ha insegnato è: <em>diffida da religioni, ristoranti e romanzi provvisti di marchio registrato</em>.</p>
<p>È per questo, immagino, che sulle prime guardavo con scetticismo la catena di paninoteche <a href="http://www.eat.co.uk/" target="_blank"><strong>Eat.</strong></a>, i cui punti vendita sono pressoché ovunque in UK.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-133" href="http://dave.kerid.org/2008/07/eat-pret/eat"><img class="alignnone size-medium wp-image-133 aligncenter" title="Eat." src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/07/eat-300x225.jpg" alt="Eat." width="300" height="225" /></a></p>
<p>Certo, è difficile restare impassibili di fronte alla <strong>genialità del <em>branding</em></strong>: già il nome, questo invito perentorio con tanto di punto, non scherza; la dicitura <em>&#8220;The Real Food Company&#8221;</em>, poi, completa il quadro di autoironica arroganza.</p>
<p>Fortunatamente la vita mi ha insegnato anche a non essere rigido con le mie stesse regole, sennò non avrei letto Harry Potter. Pertanto non ho opposto molta resistenza la volta che il Prof mi ha proposto di fare pranzo là.</p>
<p>Devo dire che sono rimasto <strong>molto colpito</strong>. Semplicemente vendono sì panini, ma con un&#8217;<strong>ampia e variegata scelta</strong> e si sforzano di farli decentemente salutari: ognuno ha un mix diverso di ingredienti e il suo pane ben preciso, addirittura sfornato in loco &#8212; e si sente. Tutti i panini vengono fatti a mano la mattina stessa e quando finiscono finiscono. Ci credo perché la sera tardi se spii dalla vetrina vedi che è arrivato il carico di verdure fresche per il giorno dopo.</p>
<p>In seguito ho scoperto <a href="http://www.pret.com/" target="_blank"><strong>Pret A Manger</strong></a>, che è la catena rivale, e mi sono innamorato ancora di più. A parte che anche qui il franchising raggiunge vette di cura impensabili, con le rifiniture in metallo da tavola calda degli anni &#8217;50 &#8212; tanto che ogni volta mi sembra di entrare in <strong>un quadro iperrealista</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-134" href="http://dave.kerid.org/2008/07/eat-pret/pret"><img class="alignnone size-medium wp-image-134 aligncenter" title="Pret A Manger" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/07/pret-300x225.jpg" alt="Pret A Manger" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Loro aggiungono poi anche <strong>quel tocco</strong> che piace tanto alla middle class, come l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente, la beneficenza (i panini avanzati li distribuiscono alle mense dei poveri) e, addirittura, l&#8217;attenzione ai lavoratori che, a quanto è fieramente specificato sul materiale promozionale, sono &#8220;ben pagati&#8221;. Addirittura l&#8217;azienda si vanta di non avere ritmi di crescita vertiginosi e di non guadagnare uno stonfo &#8212; anche se comunque <strong>male non se la passano</strong>, visto che dove vai è dove ne trovi uno.</p>
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		<title>Siamo alla frutta&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 01:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ma anche l&#8217;occhio vuole la sua parte.</p>
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3u16Jq5TP1U"><img src="http://img.youtube.com/vi/3u16Jq5TP1U/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3u16Jq5TP1U">www.youtube.com/watch?v=3u16Jq5TP1U</a></p></p>
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		<title>L&#8217;oasi temporale di Paul Rothe</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 00:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
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		<description><![CDATA[Quel sabato ero uscito di casa pregustandomi lunghe passeggiate esplorative, approfittando dell&#8217;incombenza di dover andare a pagare l&#8217;affitto. Prima di uscire mi ero anche studiato bene la Timeout Cheap Eats Guide per non farmi trovare impreparato di fronte ai morsi della fame. Purtroppo però mi trovai impreparato di fronte ai morsi del freddo. Un inatteso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel sabato ero uscito di casa pregustandomi lunghe passeggiate esplorative, approfittando dell&#8217;incombenza di dover andare a pagare l&#8217;affitto. Prima di uscire mi ero anche studiato bene la Timeout <a href="http://www.timeout.com/products/lonce.html" target="_blank">Cheap Eats</a> Guide per non farmi trovare impreparato di fronte ai <strong>morsi della fame</strong>.</p>
<p>Purtroppo però mi trovai impreparato di fronte ai morsi del freddo. Un inatteso <strong>vento forte e gelido</strong> si era levato col chiaro intento di farmi tornare a casa a suon di raffiche. Strada facendo, però, mi ero ricordato di essere vicino ad un posto di cui la guida parlava bene dicendo fra l&#8217;altro che preparava pasti veloci ma caldi: proprio quello che ci voleva.</p>
<p>Non sapevo, però, che la tavola calda di <strong>Paul Rothe &amp; Son</strong> era il risultato di una profonda anomalia spazio-temporale.</p>
<p>L&#8217;insegna dipinta a mano, che fieramente vanta una gestione lunga <strong>quattro generazioni</strong>; la deliziosa pacatezza della dicitura &#8220;English &amp; Foreign Provisions&#8221;; la freccia artigianale che indica la presenza di &#8220;HOT SOUP&#8221;; il richiamo alle &#8220;over 14 varieties of tea&#8221;; le pile e pile di marmellate e confetture che quasi rendono impossibile vedere dentro&#8230; tutto questo già buttava <strong>decisamente bene</strong>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-79" href="http://dave.kerid.org/2008/04/la-oasi-temporale-di-paul-rothe/paul_rothe/"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-79" href="http://dave.kerid.org/2008/04/la-oasi-temporale-di-paul-rothe/paul_rothe/"><img class="alignnone size-medium wp-image-79" title="Paul Rothe &amp; Son" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/04/paul_rothe-300x225.jpg" alt="Paul Rothe &amp; Son" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L&#8217;interno, poi, non deludeva certo le aspettative. Il locale, piuttosto piccolo, per due lati aveva le pareti interamente ricoperte da barattoli di miele e marmellata. Da un&#8217;altra parte, c&#8217;era un grande bancone da alimentari, con formaggi, salumi e verdure. Alle spalle del bancone, un&#8217;interminabile menù scritto fitto fitto a mano con sapiente alternanza di pennarello rosso e nero, indicava tutti i possibili pasti ordinabili. Il vero capolavoro erano però le file di <strong>tavolini di formica</strong>, con tanto di seggiolini a scomparsa di pelle imbottita bordeaux, che fanno tanto <strong>barbiere di una volta</strong>.</p>
<p>Il tocco finale lo davano le persone. Paul Rothe &#8212; o uno dei suoi discendenti &#8212; stava dietro al bancone in camice bianco, e sarebbe stato perfetto nel ruolo di suddetto barbiere. Da subito mi era parsa una di quelle persone istintivamente simpatiche che, messe dietro un bancone, ti fanno venire voglia di <strong>assaggiare tutto quanto</strong>. Il figlio, ovvero Paul Rothe Next Generation, aveva maggiormente l&#8217;aspetto di un uomo contemporaneo, però sembrava comunque perfettamente a suo agio in questo posto cristallizzatosi in un momento imprecisato del novecento.</p>
<p>Un signore molto somigliante al nonno di Elisa era seduto ad uno dei tavoli a mangiare con una calma che sarebbe stata inimmaginabile fuori dal locale. Anche questo mi ha fatto simpatia. Altri <strong>viaggiatori del tempo</strong> parlottavano a bassa voce qua e là.</p>
<p>Io, un po&#8217; spaesato, mi sono lasciato facilmente tentare dalla specialità della casa, quel <em>lamb broth</em> di cui vanno palesemente fieri. Poi però non ho resistito e mi sono fatto fare anche un panino dalle <strong>sapienti mani</strong> del signor Rothe.</p>
<p>Seduto sul mio seggiolino <em>vintage</em>, col piatto e il bicchiere poggiati direttamente sul ripiano di formica, cercavo di mangiare molto lentamente, per rimandare un altro po&#8217; <strong>il ritorno al duemila</strong>.</p>
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		<title>È sicuro, signore?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 00:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>
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		<description><![CDATA[— È pronto per ordinare? — Sì. Prendo una Imperial Noodle Soup Casserole. — È sicuro, signore? Guardi che è una zuppa molto grande. — Sì. — È la zuppa più grande che abbiamo. — Va bene. ◊ ◊ ◊ — Ecco qui. Gliel&#8217;avevo detto che era grossa. Non ho avuto la prontezza di rispondere: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>— È pronto per ordinare?<br />
— Sì. Prendo una <em>Imperial Noodle Soup Casserole</em>.<br />
— È  sicuro, signore? Guardi che è una zuppa molto grande.<br />
— Sì.<br />
— È la zuppa più grande che abbiamo.<br />
— Va bene.</p>
<p align="center">◊ ◊ ◊</p>
<p>— Ecco qui. Gliel&#8217;avevo detto che era grossa.</p>
<p>Non ho avuto la prontezza di rispondere: finalmente una sfida alla mia altezza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;anno del ratto</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 01:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
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		<category><![CDATA[filmati]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica una fantastica giornata ha baciato l&#8217;arrivo del nuovo anno cinese. Una notevole folla si è riversata in tarda mattinata nella zona di Chinatown, per seguire la tradizionale parata. Quest&#8217;anno poi le celebrazioni sono doppiamente sentite per via delle olimpiadi, e, anzi, triplamente sentite visto che dopo Pechino sarà proprio Londra ad ospitare i giochi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica una fantastica giornata ha baciato l&#8217;arrivo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capodanno_cinese" target="_blank">nuovo anno cinese</a>. Una notevole folla si è riversata in tarda mattinata nella <a title="Percorso della parata" href="http://chinatownchinese.co.uk/images/stories/2008cnyparaderoute.jpg" target="_blank">zona di Chinatown</a>, per seguire la <a title="Una breve carrellata di quello che ho visto" href="http://www.youtube.com/watch?v=IJs1fVPLe4s" target="_blank">tradizionale parata</a>. Quest&#8217;anno poi le celebrazioni sono doppiamente sentite per via delle <a href="http://en.beijing2008.cn/" target="_blank">olimpiadi</a>, e, anzi, triplamente sentite visto che dopo Pechino <a href="http://www.london2012.com/" target="_blank">sarà proprio Londra</a> ad ospitare i giochi.</p>
<p align="center"><a title="La folla in Charing Cross Road" rel="attachment wp-att-25" href="http://dave.kerid.org/2008/02/lanno-del-ratto/la-folla-in-charing-cross-road/"><img src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/02/crowd.thumbnail.jpg" alt="La folla in Charing Cross Road" /></a></p>
<p align="center"><a title="Pesce volante" rel="attachment wp-att-26" href="http://dave.kerid.org/2008/02/lanno-del-ratto/pesce-volante/"><img src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/02/fish.thumbnail.jpg" alt="Pesce volante" /></a></p>
<p align="left">Con il mio amico Curi, compagno d&#8217;università ritrovato oltremanica, ci siamo goduti il corteo, e poi ci siamo dispersi col resto della folla in Chinatown.</p>
<p align="center"><a title="Gerrard Street in festa" rel="attachment wp-att-27" href="http://dave.kerid.org/2008/02/lanno-del-ratto/gerrard-street-in-festa/"><img src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/02/chinatown.thumbnail.jpg" alt="Gerrard Street in festa" /></a></p>
<p>Tanto abbiamo girato per cercare un ristorante che non avesse la fila fuori, che abbiamo fatto <strong>raddoppiare o triplicare</strong> tutte le file. Alla fine ci siamo rassegnati e ci siamo fatti mezz&#8217;ora in una coda <strong>ben poco all&#8217;inglese</strong>, con gente che ci sorpassava ad ogni dove con le scuse più varie: da &#8220;i nostri amici sono già dentro&#8221;, a &#8220;avevo prenotato&#8221;, passando per scene sulla soglia del &#8220;la prego, il mio bambino ha fame&#8221;!</p>
<p>È incredibile la quantità di carrozzine che quel ristorante è riuscito a fagocitare.</p>
<p>Com&#8217;è anche incredibile quanto siano belli i dragoni e i leoni della parata:</p>
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ek4yM6cYeL4"><img src="http://img.youtube.com/vi/Ek4yM6cYeL4/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ek4yM6cYeL4">www.youtube.com/watch?v=Ek4yM6cYeL4</a></p></p>
<p>Saluti da Chinatown!<a title="Saluti da Chinatown" rel="attachment wp-att-28" href="http://dave.kerid.org/2008/02/lanno-del-ratto/saluti-da-chinatown/"></a></p>
<p style="text-align: center"><a title="Saluti da Chinatown" rel="attachment wp-att-28" href="http://dave.kerid.org/2008/02/lanno-del-ratto/saluti-da-chinatown/"><img src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/02/dave.thumbnail.jpg" alt="Saluti da Chinatown" /></a></p>
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