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	<title>dave.kerid.org &#187; trasporti</title>
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	<description>il blog dello zio _dave_</description>
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		<title>Trenini</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 22:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Potevo non andare ad una mostra mercato di modellismo ferroviario che si teneva praticamente sotto casa mia? www.youtube.com/watch?v=BQBDwqukODY La risposta, ovviamente, è: no, non potevo. Non avrei mai scoperto l&#8217;esistenza della T-Gauge, per dire. Quello che potevo evitare, invece, era di perdere due settimane a imprecare contro software instabili, computer lenti, upload interminabili, bug vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potevo non andare ad una <strong>mostra mercato di modellismo ferroviario</strong> che si teneva praticamente sotto casa mia?</p>
<p style="text-align: center;"><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BQBDwqukODY&fmt=18"><img src="http://img.youtube.com/vi/BQBDwqukODY/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BQBDwqukODY&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=BQBDwqukODY</a></p></p>
<p>La risposta, ovviamente, è: no, non potevo. Non avrei mai scoperto l&#8217;esistenza della <a title="Ovviamente giapponese." href="http://www.tgauge.co.uk/" target="_blank">T-Gauge</a>, per dire.</p>
<p>Quello che potevo evitare, invece, era di <strong>perdere due settimane</strong> a imprecare contro software instabili, computer lenti, upload interminabili, bug vari di Youtube &#8212; e tutto ciò per fare un filmato completamente inutile visto che ce ne erano già <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=london+railway+modelling+2010" target="_blank">a bizzeffe</a>.</p>
<p>(E la morale è: mai mettersi contro dei <em>veri</em> fissati, specie se sono in pensione da anni.)</p>
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		<title>Cronache dal nuovo mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E quindi, ridendo e scherzando, ho già passato una settimana al mio nuovo lavoro. Che dire? In ordine sparso: sono finito in un covo di supergeek, mi hanno dato una scrivania bella larga con due monitor e una sedia come il dio dell&#8217;ergonomia comanda, usiamo Linux, le comunicazioni avvengono tramite newsgroup interni stile Usenet, siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E quindi, ridendo e scherzando, ho già passato una settimana al mio <strong>nuovo lavoro</strong>.</p>
<p>Che dire? In ordine sparso: sono finito in un <strong>covo di supergeek</strong>, mi hanno dato una scrivania bella larga con <strong>due monitor</strong> e una sedia come il <a href="http://www.amazon.com/Aeron-Chair-Posture-Medium-Size/dp/B0006NUB5U/" target="_blank">dio dell&#8217;ergonomia</a> comanda, usiamo <strong>Linux</strong>, le comunicazioni avvengono tramite <strong>newsgroup interni</strong> stile Usenet, siamo al confine <strong>fra Chinatown e Soho</strong> (la zona dei teatri o il quartiere a luci rosse, come preferite voi), il pranzo settimanale del dipartimento si tiene <strong>da un giapponese</strong>, c&#8217;è una <strong>cucina piena</strong> di materiale per farsi cereali e toast vari tutto il giorno, passando per i corridoi brillano nel buio <strong>immagini in lavorazione</strong> di film che vedranno le sale fra svariati mesi.</p>
<p>Mi rendo conto che per alcuni questo scenario potrebbe <strong>sembrare da incubo</strong>, ma per me&#8230; <strong>cosa volere di più</strong>?? La settimana si è addirittura conclusa con la serata <em>beer &amp; pizza</em> che, a quanto pare, si tiene ogni primo venerdì del mese. La gente poi è tutta abbastanza giovane, in fondo l&#8217;azienda ha <strong>meno di dieci anni</strong> anche se conta già più di <strong>700 dipendenti</strong>&#8230;</p>
<p>Poi sicuramente verranno i momenti più duri e, si sa, non saranno tutte <strong>rose e fiori</strong> &#8212; questo l&#8217;ho già messo in conto. Ma per il momento ho deciso di godermi questa piccola <strong>luna di miele</strong>.</p>
<p>Unica nota dolente della settimana: <strong>i trasporti</strong>. Eh sì, finita la vita dell&#8217;uomo privo di orari, ho assaggiato <strong>il dramma della metro</strong> nell&#8217;ora di punta: vedersi passare davanti treni su treni tutti pieni zeppi e alla fine riuscire a entrare in uno solo spalmandosi <strong>a mo&#8217; di sottiletta</strong> sulla massa umana già presente. La mia segreta speranza è che questa follia fosse esacerbata <a href="http://dave.kerid.org/2010/01/white-befanas" target="_blank">dalla neve</a> &#8212; alle prossime settimane <strong>l&#8217;ardua sentenza</strong>.</p>
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		<title>The blur</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 01:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il paradosso dei blog è che a volte rischiano di restare muti proprio nei momenti più concitati. Ad esempio nelle ultime due settimane ne ho passate di cotte e di crude. Per cominciare sono stato al mare con alcuni ex-compagni delle superiori per celebrare i dieci anni dall&#8217;esame di maturità. Dieci: vi risparmio le solite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il paradosso dei blog</strong> è che a volte rischiano di restare muti proprio nei momenti più concitati. Ad esempio nelle ultime due settimane ne ho passate <strong>di cotte e di crude</strong>.</p>
<p>Per cominciare sono stato al mare con alcuni ex-compagni delle superiori per celebrare <strong>i dieci anni dall&#8217;esame di maturità</strong>. Dieci: vi risparmio le solite lagne sui <strong>trenta alle porte</strong> e il tempo che passa. In compenso, grazie al fatto di essermi perso nonostante una delle strade più facili che la cartografia abbia mai concepito, ho varato <strong>l&#8217;acquisto di un navigatore satellitare</strong> &#8212; acquisto che richiederà mesi e mesi di studio, ma quella è un&#8217;altra storia.</p>
<p>In secondo luogo, per gli stessi motivi che mi portano a <a href="http://dave.kerid.org/2009/04/io-novello-chichibio" target="_blank">guidare gru nei porti di mezza Italia</a>, sono finito a presidiare uno stand presso <strong>una fiera di tecnologie nautiche</strong>, fra venditori di luci da interni per yacht e espositori di macchine pulisci-cozze. Queste ultime purtroppo risultano <strong>eccessivamente ingombranti</strong> per cui temo che dovrò continuare a fare affidamento su quelle del supermercato.</p>
<p>In seguito, il caso ha voluto che mi ritrovassi a Milano proprio la sera in cui, con gara-4, la <a href="http://www.menssanabasket.it/" target="_blank">Mens Sana Basket</a> o <strong>Montepaschi Siena</strong> che dir si voglia poteva aggiudicarsi <strong>il terzo scudetto consecutivo</strong>. Ma soprattutto il caso ha voluto che <strong>l&#8217;impeccabile Tokai</strong>, che in quanto ad ospitalità ha solo da insegnare, mi proponesse <em>sua sponte</em> di assistere al <em>big match</em> &#8212; o meglio <em>big massacr</em>, visto <a href="http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Italia/16-06-2009/siena-mostruosa-terzo-50538608769.shtml" target="_blank">il risultato finale</a>.</p>
<p>In tribuna, circondato da tifosi della <a href="http://www.olimpiamilano.com/" target="_blank">Armani Jeans</a>, mi sono sentito a tratti <strong>come Massimo Boldi</strong> in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_d%27Italia_(film)#Carlo" target="_blank">quei</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tifosi#Milan-Roma" target="_blank">film</a> a episodi in cui si ritrova fatalmente nella curva della Roma da milanista.</p>
<p>Tutto ciò però impallidisce di fronte alla <strong>agghiacciante scoperta</strong> che faccio al momento di estrarre la macchina foto per immortalare la storica serata. Quella che per qualche secondo sembra essere una foto sovraesposta, si rivela invece essere, <em>così per ride</em>, <strong>un lcd schiantato</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-477" href="http://dave.kerid.org/2009/06/the-blur/rip"><img class="size-medium wp-image-477 aligncenter" title="R.I.P." src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2009/06/rip-300x225.jpg" alt="Non sei venuto malaccio in questa, via" width="300" height="225" /></a></p>
<p>nonché, come se non bastasse, un sinistro <em>deja vu</em> di dolorosi eventi da poco superati:</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-478" href="http://dave.kerid.org/2009/06/the-blur/rrrischio"><img class="size-medium wp-image-478 aligncenter" title="C'eravamo tanto amati" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2009/06/rrrischio-300x225.jpg" alt="C'eravamo tanto amati" width="300" height="225" /></a></p>
<p>In soldoni, vi consiglio di evitare di farmi maneggiare oggetti dotati di monitor a cristalli liquidi fino <strong>ad almeno tutto il 2009</strong>.</p>
<p>E poi: a distanza di due giorni, a orari del tutto diversi e in una coppia di giorni piuttosto inusuali, mi sono trovato in treno a sedermi di fronte <strong>alla stessa identica persona</strong>. Se era un segno del destino, però, <strong>non era un segno del destino eterosessuale</strong>, perché trattavasi di maschio &#8212; riconosciuto fra l&#8217;altro grazie al colore dell&#8217;iPod. <a href="http://www.apple.com/it/ipodnano/" target="_blank">Nanocromatico</a>.</p>
<p>Infine, se mi consentite di aggiungere il solito lamento su trasporti &amp; servizi, ho potuto constatare senza mezzi termini <strong>quanto faccia schifo</strong> la stazione di Genova Porta Principe, sotto ogni possibile aspetto. E non sono uno che usa la parola &#8220;schifo&#8221; tanto facilmente, sicché <strong>rendetevi conto</strong>.</p>
<p>ps &#8211; Ovviamente in qualsiasi ristorante mi sia capitato di andare in questo periodo, sono sempre stato sovrastato da <a href="http://dave.kerid.org/2009/06/lettera-aperta-allamico-ristoratore" target="_blank">enormi televisori accesi</a> e sparati a tutto volume&#8230;</p>
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		<title>The Silentiator</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 21:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[In viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
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		<category><![CDATA[fiction]]></category>
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		<description><![CDATA[Soggetto per un film horror. Nella speranza di vederlo realizzato prima possibile, cedo i diritti gratuitamente al primo produttore che me li chiede. Siamo all&#8217;inizio di un lungo viaggio in treno. Una comitiva di otto persone composta in egual misura da adulti e bambini schiamazza rumorosamente, facendo largo uso di voci acute, risate, occasionali pianti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Soggetto per un film horror. Nella speranza di vederlo realizzato prima possibile, cedo i diritti gratuitamente al primo produttore che me li chiede.</em></p>
<p>Siamo all&#8217;inizio di un lungo viaggio in treno. Una comitiva di otto persone composta in egual misura da adulti e bambini <strong>schiamazza rumorosamente</strong>, facendo largo uso di voci acute, risate, occasionali pianti e dispositivi elettronici.</p>
<p>Poco dopo la partenza il capotreno porge i suoi saluti ai passeggeri via interfono. Quando si raccomandanda di ridurre il volume della suoneria dei cellulari e di parlare a voce bassa, viene ricoperto da sberleffi e pernacchie dalla suddetta comitiva.</p>
<p>Qui il pubblico comincia a temere che <strong>qualcosa di brutto</strong> stia per succedere.</p>
<p>All&#8217;improvviso, infatti, si spengono le luci nella carrozza. Non si vede più nulla, ma si possono sentire, fra i lamenti sul servizio di Trenitalia e i vari &#8220;siamo in Italia&#8221; che si levano da più parti, dei sinistri passi zoppiccanti.</p>
<p>Tap, tap. Tap, tap. Tap, tap.</p>
<p>Tutti ammutoliscono. Tutti tranne la nostra comitiva, che continua a schiamazzare e a provare le suonerie dei cellulari, forti dei loro schermi retroilluminati.</p>
<p>I passi zoppicanti sono sempre più vicini&#8230; tap, tap&#8230; la tensione è alle stelle&#8230; tap, tap&#8230; chi sarà mai? Ma è..</p>
<p>&#8230;<strong>il Silenziatore</strong>! Il Controllore Zombie Mutante che gira i treni <strong>obliterando la lingua</strong> di chi fa confusione!</p>
<p>Segue una scena <strong>estremamente splatter</strong> dove nessuno viene risparmiato, purtroppo neanche i bambini.</p>
<p>Il massacro viene <strong>temporaneamente interrotto</strong> al raggiungimento della prima stazione, dove il Silenziatore <strong>accende educatamente la luce</strong> e si fa urbanamente da parte per far scendere i passeggeri superstiti, in un continuo scambio di &#8220;Grazie&#8221;, &#8220;Mi scusi&#8221;, &#8220;Si figuri&#8221;, &#8220;Non c&#8217;è di che&#8221;.</p>
<p>Il film prosegue con varie scene del genere, dove il Silenziatore compare all&#8217;improvviso massacrando ora quello che <strong>salta la fila</strong> alle Poste, ora quello che <strong>getta la gomma</strong> a terra, ora quello che <strong>non si ferma sulle strisce</strong> &#8212; in generale insegnando <strong>le buone maniere</strong> di una volta finché la popolazione non si riduce <strong>di circa due terzi</strong>.</p>
<p><em>Nonostante l&#8217;atroce cruenza del film, se ne consiglia la visione anche ad un pubblico di minorenni, meglio se impressionabili.<br />
</em></p>
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		<title>E via Pietrasantiando</title>
		<link>http://dave.kerid.org/2009/02/e-via-pietrasantiando</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 22:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[scenette]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa settimana avevo una riunione a Pietrasanta, ridente cittadina che mi ispira una immotivata simpatia per il solo fatto di aver abitato per tanti anni in via Pietrasantina. Quando è stato il momento di tornare, alla stazione ho trovato una gradita sorpresa: sul monitor, il treno per Pisa Centrale era annunciato prima dell&#8217;orario che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana avevo una riunione a <a title="sito web 0.9 alpha" href="http://www.comune.pietrasanta.lu.it/">Pietrasanta</a>, ridente cittadina che mi ispira una <strong>immotivata simpatia</strong> per il solo fatto di aver abitato per tanti anni in via Pietrasantina.</p>
<p>Quando è stato il momento di tornare, alla stazione ho trovato <strong>una gradita sorpresa</strong>: sul monitor, il treno per Pisa Centrale era annunciato <strong>prima</strong> dell&#8217;orario che mi pareva di ricordare. Quando arriva (in ritardo, <span class="variant"><em>ça va sans dire)</em>, m</span>e ne salgo quindi sul mio bel treno, <strong>fresco come un quarto di pollo</strong>, e mi metto a leggere.</p>
<p>Dopo una decina di minuti abbondanti, trascorsi nella più beata ignoranza, non è l&#8217;intelletto ad avanzare qualche dubbio, bensì proprio <strong>una sensazione viscerale</strong>, fisica.</p>
<p>&#8220;Mah,&#8221; dice il mio corpo, &#8220;sai che? A me pare che <strong>stiamo andando verso Nord</strong>&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;E dai, basta con questa continua insicurezza,&#8221; risponde paternalista il raziocinio, &#8220;a sentir te, non chiudo mai la macchina e lascio il gas aperto ogni volta che esco di casa. Anche se&#8230; ora che mi ci fai pensare&#8230;&#8221; e qui la risatina di sufficienza si fa nervosa, &#8220;abbiamo preso il treno <strong>nella stessa direzione dell&#8217;andata</strong>!&#8221;</p>
<p>Al che, come se la cosa non mi riguardasse, chiedo al signore seduto di fronte a me:</p>
<p>&#8220;Mi scusi, buon uomo, dov&#8217;è diretto questo treno?&#8221;</p>
<p>&#8220;&#8230; A Spezia&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Curioso. Devo pertanto constatare con rammarico di aver sbagliato treno, <strong>porca maiala</strong>!&#8221;</p>
<p>Ora io dico: tu, corpo, se lo sapevi, <strong>perché non hai parlato prima</strong>? E tu, <a title="Volevo dire &quot;ferrovie dello stato&quot;, scusate" href="http://www.ferroviedellostato.it/">Trenitala</a>, sui tuoi monitor, cosa cazzo mi dai tutta questa importanza ai treni in arrivo? <strong>Chi se ne frega</strong>?!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un treno chiamato scaracchio</title>
		<link>http://dave.kerid.org/2009/02/un-treno-chiamato-scaracchio</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 17:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita pisana]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[scenette]]></category>
		<category><![CDATA[tragicommedia]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, mentre aspettavo il treno, arriva un gruppo di ragazzetti sbraitanti, tre maschi e tre femmine. Messi uno sopra l&#8217;altro potevano raggiungere, to&#8217;, i tre metri, tre metri e mezzo, però facevano più casino di uno zoo. E qui già mi ero messo storto. Quando arriva il treno, i tre maschi salgono, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, mentre aspettavo il treno, arriva un gruppo di ragazzetti sbraitanti, tre maschi e tre femmine. Messi uno sopra l&#8217;altro potevano raggiungere, to&#8217;, i tre metri, tre metri e mezzo, però facevano <strong>più casino di uno zoo</strong>. E qui già mi ero messo storto. Quando arriva il treno, i tre maschi salgono, e dal finestrino salutano le loro amiche.</p>
<p><strong>Sputando.</strong></p>
<p>In altri frangenti mi sarebbe partita nella testa la voce di Piero Angela, a spiegarmi come il giovane maschio della specie <em>homo</em> &#8212; scusate ma non me la sento di aggiungerci <em>sapiens</em> &#8212; cerchi di ottenere l&#8217;attenzione della femmina con comportamenti che in altre specie comporterebbero, e non a torto, <strong>l&#8217;estinzione immediata</strong>.</p>
<p>Invece, visto che quelli continuavano a sputare e il treno stava per partire, mi sono preoccupato di cosa avrei dovuto fare se malauguratamente quelli, passando dal corteggiamento al vandalismo, avessero sputato verso di <em>me</em>. Poiché estrarli dal finestrino tirandoli per i capelli e scaraventandoli sotto il primo treno in transito mi sembrava una soluzione eccessivamente violenta nonché carente di stile, l&#8217;unica soluzione che restava era <strong>la sputazza preventiva</strong>, cioè che fossi <em>io</em> a sputare al loro indirizzo prima che lo potessero fare loro.</p>
<p>Alla fine non ce n&#8217;è stato bisogno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cose che si dicono ad Amsterdam</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 19:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8212; Ammazza quanto è grande Schiphol. Se vai a vedere è grande quanto Pisa. Dopo l&#8217;atterraggio, i piloti devono guidare l&#8217;aereo a terra per un buon quarto d&#8217;ora. &#8212; Minchia che freddo! &#8212; Se leggi un cartello in francese o tedesco, con un pizzico di fantasia capisci più o meno cosa dice. Se leggi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212; Ammazza quanto è grande <a href="http://www.schiphol.nl/" target="_blank">Schiphol</a>. Se vai a vedere <a href="http://maps.google.nl/maps?f=q&amp;hl=nl&amp;geocode=&amp;q=schiphol&amp;sll=52.469397,5.509644&amp;sspn=2.389417,7.13562&amp;ie=UTF8&amp;ll=52.308111,4.759612&amp;spn=0.018105,0.055747&amp;t=h&amp;z=15" target="_blank">è grande</a> <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=pisa&amp;ie=UTF8&amp;ll=43.716434,10.400276&amp;spn=0.022147,0.055747&amp;t=k&amp;z=15" target="_blank">quanto Pisa</a>. Dopo l&#8217;atterraggio, i piloti devono guidare l&#8217;aereo a terra per un buon quarto d&#8217;ora.</p>
<p>&#8212; Minchia <strong>che freddo</strong>!</p>
<p>&#8212; Se leggi un cartello in francese o tedesco, con un pizzico di fantasia capisci più o meno cosa dice. Se leggi un cartello <strong>in olandese</strong>, fai fatica a capire di che si sta parlando.</p>
<p>&#8212; Poi dicono che a Londra piove siempre.</p>
<p>&#8212; Notevole la quantità di ragazze che anche di sera, sfrecciano in sella alle loro bici <strong>ostentando sicumera</strong>. In generale si capisce che questo è un paese dove la parità fra i sessi non è un miraggio. È inevitabile chiedersi quale sia il rapporto fra questa emancipazione e il riconoscimento esplicito della prostituzione.</p>
<p>&#8212; A proposito di bici: se calpesti un attimo la pista ciclabile, immediati senti in lontananza <strong>astiosi scampanellii</strong>. A quel punto è bene togliersi subito di mezzo. Un po&#8217; per rispettare le regole e non fare l&#8217;italiano, un po&#8217; per avere salva la vita &#8212; visto che, per principio, non si fanno scrupoli a travolgerti.</p>
<p>&#8212; Ma come, è già tempo di ripartire?</p>

<a href='http://dave.kerid.org/2008/11/cose-che-si-dicono-ad-amsterdam/non_scaramantici' title='La sfiga non esiste'><img width="112" height="150" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/11/non_scaramantici-112x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La sfiga non esiste" title="La sfiga non esiste" /></a>
<a href='http://dave.kerid.org/2008/11/cose-che-si-dicono-ad-amsterdam/tartaruga' title='Tartaruga'><img width="150" height="112" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/11/tartaruga-150x112.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Tartaruga" title="Tartaruga" /></a>
<a href='http://dave.kerid.org/2008/11/cose-che-si-dicono-ad-amsterdam/canali' title='Un po&#039; di sole'><img width="150" height="112" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/11/canali-150x112.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Un po&#039; di sole" title="Un po&#039; di sole" /></a>
<a href='http://dave.kerid.org/2008/11/cose-che-si-dicono-ad-amsterdam/amici1' title='Good ol&#039; friend'><img width="150" height="112" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/11/amici1-150x112.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Good ol&#039; friend" title="Good ol&#039; friend" /></a>
<a href='http://dave.kerid.org/2008/11/cose-che-si-dicono-ad-amsterdam/amici2' title='Cena portoghese'><img width="150" height="112" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/11/amici2-150x112.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Cena portoghese" title="Cena portoghese" /></a>
<a href='http://dave.kerid.org/2008/11/cose-che-si-dicono-ad-amsterdam/de_waag_by_night' title='De Waag by night'><img width="150" height="112" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/11/de_waag_by_night-150x112.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="De Waag by night" title="De Waag by night" /></a>

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		<title>Leso machismo tassinaro</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 21:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[tragicommedia]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa sono rimasto coinvolto in un inseguimento notturno. Ero tornato a Londra per qualche giorno ma, arrivato nel cuore della notte e nel bel mezzo di uno sciopero dei mezzi pubblici, mi ero dovuto affidare ad un taxi, previa lunga fila al freddo e al gelo. Il tassista che la sorte mi consegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa sono rimasto coinvolto in <strong>un inseguimento notturno</strong>. Ero tornato a Londra per qualche giorno ma, arrivato nel cuore della notte e nel bel mezzo di uno sciopero dei mezzi pubblici, mi ero dovuto affidare ad un taxi, previa lunga fila al freddo e al gelo.</p>
<p>Il tassista che la sorte mi consegna è un distinto signore di origini indiane, che si fa strada con tranquillità nel traffico notturno, appena meno intenso di quello diurno. Il sonno mi sta appesantendo le palpebre mentre guardo <em>London by night</em> scorrere dai finestrini, quando all&#8217;improvviso <strong>il taxi inchioda</strong> per non prendere un furgone che si era infilato in maniera molto aggressiva laddove la strada si restringeva per via di alcuni lavori in corso.</p>
<p>Il tassista reagisce con un paio di colpi di clacson &#8212; tutto sommato <strong>una discreta esibizione di aplomb inglese</strong> laddove era lecito aspettarsi un rovescio di bestemmioni in romanesco.</p>
<p>Però non finisce qui. Il tassista evidentemente non ha avvertito <strong>un sentimento di sincero rimorso</strong> provenire dal furgone, né può accettare che detto mezzo, nonostante l&#8217;evidente colpa della manovra scorretta, sia ripartito per primo.</p>
<p>Si lancia dunque all&#8217;inseguimento. Il motore del taxi comincia a ruggire. Le luci fuori dai finestrini sfrecciano trasformandosi in <strong>linee indistinte</strong>.</p>
<p>Il taxi guadagna il furgone e gli si pone aggressivamente accanto. &#8220;<em>Ora uno dei due sperona l&#8217;altro</em>,&#8221; penso. Ma l&#8217;autista del furgone, fortunatamente, con <strong>una faccia di bronzo rara</strong>, fa finta di niente. La situazione si protrae per diverse centinaia di metri, finché il furgone non deve svoltare.</p>
<p>A questo punto il taxi inchioda e, finalmente, <strong>lo spirito del Tevere confluisce in quello del Gange</strong>: con tanto di finestrino abbassato, parte un improperio di dubbie origini inglesi, che io ho interpretato come un antico detto che metteva in relazione fra loro i costumi sessuali di una qualche divinità indù, la sorella e la mamma dell&#8217;autista del furgone, e il mestiere più antico del mondo.</p>
<p>Finita lì, fortunatamente. Ma in situazioni come queste ti rendi conto di essere <strong>prigionero nell&#8217;automobile di una persona completamente sconosciuta</strong>, sulla cui lucidità mentale non si hanno in fondo garanzie solide.</p>
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		<title>Oggetti smarriti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 01:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mannaggia, ecco dov&#8217;erano finiti i miei guantoni da boxe! Ogni anno, sui trasporti londinesi, vengono smarriti più di 150 mila oggetti. In gran parte non vengono reclamati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mannaggia, ecco dov&#8217;erano finiti i miei guantoni da boxe!</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-140" href="http://dave.kerid.org/2008/07/oggetti-smarriti/oggetti_smarriti"><img class="size-medium wp-image-140 aligncenter" title="Oggetti smarriti" src="http://dave.kerid.org/wp-content/uploads/2008/07/oggetti_smarriti-300x300.jpg" alt="Oggetti smarriti" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Ogni anno, sui trasporti londinesi, vengono smarriti più di 150 mila oggetti. In gran parte non vengono reclamati.</p>
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		<title>Taxi blues</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 21:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_dave_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[contrasti]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambridge, 2005, giorno imprecisato di Marzo, ore 02:59. Nel buio della deserta JJ Thomson Avenue un ragazzo italiano aspetta preoccupato con una valigia accanto. Ha prenotato il taxi il giorno prima. Ora però, nel silenzio della notte, è assalito dai dubbi. Se il taxi non dovesse arrivare bisognerebbe raggiungere la stazione dei pullman a piedi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cambridge, 2005, giorno imprecisato di Marzo, ore 02:59.</em> Nel buio della deserta JJ Thomson Avenue un ragazzo italiano aspetta preoccupato con una valigia accanto. <strong>Ha prenotato il taxi</strong> il giorno prima. Ora però, nel silenzio della notte, è assalito dai dubbi. Se il taxi non dovesse arrivare bisognerebbe raggiungere la stazione dei pullman a piedi, ma il sentiero che taglia verso il centro non è illuminato, mentre passare da Madingley Road vorrebbe dire allungare troppo. Chiaramente si è lasciato dei margini, sia per andare a prendere il pullman, sia per proseguire da lì all’aeroporto. All’improvviso però questo margine sembra <strong>molto esiguo</strong>.</p>
<p><em>Ore 3:00.</em> Il rumore di una macchina che sfreccia in lontananza turba la quiete della notte; il ragazzo si gira e vede l’auto venirgli incontro sgommando. <a href="http://www.panthertaxis.co.uk/" target="_blank">Panther Taxis</a>, con la sua flotta di 450 veicoli e il call center ultra-efficiente, è stata ancora una volta di parola.</p>
<p><em>Pisa, 2008, giorno imprecisato di Giugno, ore 06:15.</em> Lo stesso ragazzo, con le valigie preparate la sera avanti, chiama il servizio radio taxi. Non ha potuto chiamarlo il giorno prima perché il concetto di prenotazione genera scandalo in questa parte di mondo. Il telefono <strong>squilla a vuoto</strong>. Con piglio ottimista imputa l’inconveniente ad un temporaneo problema di collegamento. Riprova dopo due minuti. Niente. Agguanta qualcosa per fare colazione, finisce di prepararsi, comincia a fare calcoli. Riprova ancora. Inutilmente.</p>
<p><em>Ore 6:25.</em> Nonostante un cielo minacciosissimo, il ragazzo si avvia a piedi. Fortuna che non vive poi lontanissimo dall’aeroporto. Fortuna che ha un buon passo. Fortuna che la valigia è leggera. Fortuna che la pioggia comincia soltanto quando è già a metà, e non infierisce. Strada facendo, più per curiosità che per altro, il ragazzo continua a chiamare il servizio taxi. Invano. Arriva umidiccio, ma in orario.</p>
<p>Ora.</p>
<p>Non mi piace cadere in <strong>facili generalizzazioni</strong>, né voglio lasciarmi andare a sterile esterofilia, né è questo il luogo per accusare intere categorie di persone senza conoscere nei dettagli tutte le problematiche coinvolte.</p>
<p>Trovo però che avere un servizio taxi efficiente ed affidabile sia <strong>un segno di civiltà</strong>. Il taxi è già <strong>l’ultima spiaggia</strong> — se mi viene a mancare quello, cosa devo fare, fatemi capire? Teletrasportarmi?</p>
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